TERAMO – Si starebbe delineando una pista precisa per il delitto di Adele Mazza. A quanto emerge gli investigatori si starebbero concentrando su un paio di sospettati, anche se come naturale, ancora tutto è avvolto nel più assoluto riserbo. Al momento si stanno analizzando i tabulati telefonici del cellulare – che ancora risulta disperso – con cui risalire alle ultime chiamate effettuate e ricevute dalla donna.

Altro elemento che i Carabinieri ritengono importante è il carrellino portapacchi ritrovato sul luogo del delitto, con il quale sarebbero stati trasportati lungo la scarpata di via Franchi i sacchi contenenti i resti di Adele. I militari dell’Arma hanno deciso di diffondere la foto poiché è possibile che sia stato sottratto dall’assassino in qualche magazzino magari vicino al luogo dove si è compiuto il delitto e lo smembramento del corpo. Pertanto il riconoscimento da parte del proprietario potrebbe aggiungere elementi utili per una svolta nelle indagini.

Da ulteriori analisi autoptiche sui resti della donna è stato accertato che la morte è avvenuta per strangolamento attraverso una corda, e non con un filo di ferro come inizialmente ipotizzato. Intanto si attendono i risultati degli esami tossicologici che stabiliranno se Adele aveva fatto uso di droga prima di morire. All’anatomopatologo Giuseppe Sciarra la Procura ha affiancato anche la consulenza di Vittorio Fineschi dell’Università di Foggia. I due esperti hanno effettuato nel pomeriggio di giovedì altri prelievi di tessuto dal corpo, che dovranno essere analizzati nei laboratori del Ris di Roma.

All’efferato delitto di Adele Mazza verrà dedicato un servizio su Rai Uno all’interno del programma “Sabato e domenica”, nella puntata di sabato in onda dalle 6,30 alle 9.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 915 volte, 1 oggi)