SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Istituto Alberghiero, un gruppo di genitori manda un esposto al commissariato di Polizia e al sovrintendente scolastico regionale per approfondire e dirimere i motivi di profondo contrasto con il preside Giovanni D’Angelo. E’ l’ultima puntata di quella che ormai si può definire “guerra” all’interno del prestigioso istituto Alberghiero cittadino. Una scuola dalla grande tradizione, che attira tuttora studenti anche da luoghi piuttosto lontani dall’hinterland sambenedettese, e che in questo anno sta vivendo di tutto: scioperi prolungati, genitori battaglieri per via del sovraffollamento e della asserita mancanza di attività laboratoriali e professionalizzanti, assemblee che per poco non sfociano in rissa, con molto contestate fotografie scattate agli studenti e ai genitori da parte del preside, forze dell’ordine a sedare gli animi caldi. E, infine, il prevedibile e annunciato esposto da parte del sedicente comitato “Pro Ipssar” costituito da un gruppo di genitori che si è affidato all’avvocato Enrico Pompei. In calce al documento che Rivieraoggi.it ha potuto visionare ci sono 24 firme.
Un esposto indirizzato principalmente al commissariato di Polizia e al sovrintendente scolastico regionale, ma anche alla Provincia e al consiglio d’istituto.

In sintesi, i genitori chiedono dati sulla gestione dei fondi della scuola, rivendicano il diritto di sciopero dei figli, chiedono lumi sulla asserita “mancata attuazione della terza area professionalizzante”.

In una scuola che è di fatto sovraffollata, come detto anche dalla Provincia di Ascoli (che però la dichiara sicura e agibile – è anche abbastanza nuova – e con un certificato di prevenzione incendi in arrivo), i genitori lamentano l’asserita scelta del dirigente scolastico di ampliare lo spazio degli uffici di presidenza e di vice presidenza e l’adattamento del front office ad aula didattica. Poi i genitori contestano il fatto che la dirigenza scolastica avrebbe inibito l’uso di una scala per l’accesso al terzo piano sostenendo, la dirigenza, che non sia a norma. I genitori poi chiedono lumi sulla gestione degli incassi del bar interno alla scuola. Chiedono lumi sulla asserita non organizzazione dei corsi di recupero. Protestano sostenendo che due classi del quinto dovrebbero traslocare ogni due ore approfittando delle aule rimaste libere per via delle lezioni di educazione fisica. E poi accusano il preside D’Angelo di “autoritarismo” e mancanza di dialogo con gli studenti. E lamentano che durante un recente sciopero, personale della scuola avrebbe scattato fotografie ai manifestanti nel piazzale della scuola.

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