TERAMO – Un furgone Kangoo bianco potrebbe essere stato il mezzo con cui l’assassino ha trasportato in via Franchi il corpo fatto a pezzi di Adele Mazza, per poi disperdere le buste lungo la scarpata. Il mezzo, risultato rubato, è stato ritrovato fuori Teramo, e gli uomini del Ris di Roma lo hanno fatto trasportare con un carro attrezzi sul luogo del ritrovamento per effettuare delle indagini. Probabilmente si vuole accertare se le impronte dei pneumatici siano compatibili con quelle trovate nella strada sterrata in via Franchi, ma non è escluso che si stiano anche compiendo analisi al suo interno per accertare se abbia effettivamente trasportato le buste di plastica con gli arti e il corpo della donna.  Sulle indagini i Carabinieri del nucleo operativo, guidati dal Comandante Nazario Giuliani, tengono al momento il più stretto riserbo.

Intanto sarebbe accertato che l’assassino per smembrare il cadavere avrebbe utilizzato più strumenti: una mannaia, un grosso coltello da macellaio e probabilmente anche una roncola, trovata in uno dei sacchi assieme ai resti della vittima. Gli inquirenti continuano ad interrogarsi su come l’omicida abbia potuto tagliare gli arti con una precisione quasi chirurgica, segno di estrema competenza nell’operazione effettuata. A tal proposito sarebbe stato consultato anche un macellaio di via Savini che avrebbe spiegato le tecniche e gli strumenti utilizzati per separare le varie parti nei grossi animali come suini e bovini.

Qualora il furgone risultasse essere stato utilizzato nell’omicidio, si aprirebbe un nuovo scenario: il delitto sarebbe stato pianificato nei dettagli (compreso il trasporto del corpo) ed effettuato con cruenza forse per una sorta di avvertimento da dare a qualcun altro. Potrebbe essere la punizione per uno sgarro compiuto all’interno di un giro dove gli errori non sono tollerati. Si indaga infatti nel mondo della tossicodipendenza, di cui Adele  Mazza faceva parte essendo da anni eroinomane, ma le attenzioni degli inquirenti sarebbero anche rivolte ad un giro di persone dell’Est con cui la donna ultimamente sarebbe entrata in contatto. A tal proposito si stanno ricostruendo le frequentazioni di Adele negli ultimi giorni prima della morte, non solo attraverso le testimonianze dirette ma anche con i tabulati telefonici del suo cellulare.

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