SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre anni dopo, ecco di nuovo la rossa con la voce d’angelo, la cantante generazionale e l’eterna grande interprete di classici della musica italiana. Fiorella Mannoia il 10 aprile di nuovo al PalaRiviera, tre anni e un cambio di nome dopo. L’ex Palacongressi avrà un quasi tutto esaurito per la sala grande, circa mille i biglietti venduti dall’agenzia organizzatrice Comsta di Giulio Spadoni, prezzi singoli che variano in una gamma dai 25 ai 40 euro.

Un quasi tutto esaurito che è “quasi” non per mancanza di slancio da parte del pubblico della Mannoia, ma per oggettive limitazioni di agibilità nella sala grande del PalaRiviera. La capienza originaria della sala infatti è di 1280 persone, ma la Commissione per i Pubblici Spettacoli ha imposto una riduzione della capienza di 300 posti per ragioni di sicurezza anti incendio.

Sono state tolte così due file di poltroncine sotto al palco e altre file sparse. Per avere la capienza originaria occorre installare un sipario tagliafuoco. Una spesa non indifferente ma che per Spadoni avrebbe un grande valore aggiunto: «Mi rendo conto che la famiglia Calabresi e i suoi soci stanno investendo molto sul PalaRiviera, ma con uno sforzo in più e la capienza a 1300 posti quella sala sarebbe all’avanguardia nelle Marche, dietro solo ai palazzetti dello sport».

Il concerto della Mannoia è organizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura diretto da Margherita Sorge. Duemila euro il contributo economico.
IL CONCERTO Era il gennaio 2007, dunque, quando la Mannoia raccolse successo di pubblico e critica in una lunga esibizione a stretto contatto con melodie e ritmi tropicaleggianti, legate al suo disco “Onda Tropicale” teso ad omaggiare la musica popolare brasiliana. Oggi siamo in un Acoustic Tour, un tour acustico con chitarre, basso, percussioni e pianoforte. Le ultime sue prove discografiche sono “Il movimento del dare” (2008), prima raccolta di inediti dopo sette anni, e poi “Ho imparato a sognare” (2009), in cui la Mannoia reinterpreta brani celebri contemporanei e non, da Battisti a Ferro, da Zero a Cremonini ai Negrita. Le due bonus track sono “Caffè nero bollente” (della Mannoia) e “L’amore si odia” in duetto con la giovane e promettente Noemi. Che però a San Benedetto non ci sarà. Il duetto live sarà proposto solo nelle tappe a Milano e Roma.

Una curiosità: Fiorella Mannoia è figlia di uno stuntman romano e con i fratelli Maurizio e Patrizia ha iniziato la stessa attività del padre lavorando nel mondo del cinema fra anni sessanta e settanta. Fa spesso da controfigura a Monica Vitti ma durante le riprese del film “Amore mio aiutami” riporta contusioni ed ecchimosi nella scena in cui il protagonista Alberto Sordi picchia selvaggiamente la moglie. Niente più lavori da stuntgirl, dunque, per la Mannoia. Uscita dall’ospedale e una volta rimessa in sesto, si lancia così nel mondo della canzone debuttando al festival di Castrocaro nel 1969 cantando “Un bimbo sul leone” di Adriano Celentano.

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