SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non ci saranno stati tutti i 5276 elettori che lo hanno promosso in Regione, ma poco c’è mancato. In una palestra “Sabatino D’Angelo” stracolma, Paolo Perazzoli ha ringraziato il suoi sostenitori non lesinando promesse, omaggi familiari e rilevanti stoccate.

A dominare è stato comunque l’ottimismo, ostentato e ribadito in vista delle prossime elezioni comunali del 2011, che rappresenteranno un banco di prova fondamentale per il Partito Democratico sambenedettese: «La coalizione in città è al 51%. Oggi c’è più tranquillità e forza nel governare».

L’ex sindaco ha poi spiegato le motivazioni del proprio successo: «Quando guidi un paese, il rapporto con gli abitanti diventa indimenticabile. A sinistra, ma pure al centro e a destra mi hanno dato il voto perché capiscono e apprezzano il mio legame con la Riviera. Mi batterò affinchè questa provincia conti di più. Chi mi conosce sa che sono cocciuto. Rappresento il nuovo, con un profumo d’antico». Ed ancora, miele nei confronti della moglie, l’assessore ai Servizi Sociali Loredana Emili: «Una persona speciale, che mi ha supportato, sopportato e spronato».

Considerata infine la coincidenza col primo anniversario del terremoto de L’Aquila, Perazzoli s’è lanciato in un’azzardata critica al governo Berlusconi «colpevole, a dodici mesi di distanza dal sisma, di aver lasciato centinaia di cittadini sotto le tende. Dopo la scossa del 1997 in Marche ed Umbria, le ricostruzioni furono rapide e soprattutto prive di scandali. Prova di come le cose funzionino dove c’è la sinistra». C’è da dire però che le tendopoli nella provincia abruzzese sono state da tempo quasi integralmente rimosse.

Tanti i rappresentanti locali del Partito Democratico presenti alla serata. Dal deputato Luciano Agostini ai primi cittadini Gaspari, Lucciarini (Offida), D’Annibali (Cupra), D’Erasmo (Ripatransone), Merli (Grottammare). Assente invece, Stefano Stracci.

«Sostenevo Gionni e Perazzoli» ha affermato il parlamentare offidano. «Col primo è andata meno bene, mentre Paolo è stato premiato». E a chi gli chiedeva se l’esito del voto rappresentasse un suo tramonto politico, Agostini ha replicato polemicamente: «Sono onorevole ed in passato ho fatto il sindaco, l’assessore ed il vicepresidente regionale. Ben venga il viale del tramonto».

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