TERAMO – Strangolata probabilmente con un filo di ferro e poi fatta a pezzi. Tagli netti, precisi, che hanno smembrato con freddezza un corpo i cui resti, occultati in sei sacchi della spazzatura insieme agli indumenti, sono stati poi gettati lungo una scarpata in via Franchi, in una zona periferica di Teramo.

L’autopsia effettuata nel pomeriggio su Adele Mazza, la 48enne teramana barbaramente uccisa nella sera di Pasqua, hanno confermato alcune teorie e fatto emergere nuovi dettagli.

Testa, tronco e gambe sono stati recisi in maniera netta, segno che a compiere l’operazione deve essere stata una mano esperta, che si è mossa non a seguito di un omicidio d’impeto, ma con sangue freddo e in base ad un disegno probabilmente premeditato. Intanto i Ris hanno prelevato del materiale organico per eseguire il test del Dna.

Stando ad alcuni particolari rinvenuti nella sua abitazione, (la televisione ancora accesa, il letto disfatto, la porta di casa socchiusa) è probabile che la donna sia stata portata via a forza, e che sia stata uccisa e il corpo smembrato altrove. L’ultimo contatto che ha avuto è stato con la madre nella giornata di venerdì, ed erano rimaste d’accordo che si sarebbero viste la domenica per il pranzo di Pasqua. Ma Adele a casa dei familiari non è mai arrivata.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio, sarebbero orientate verso il mondo della droga, in cui la Mazza gravitava, essendo da tempo tossicodipendente. Sono state interrogate nella giornata di martedì diverse persone, tra cui l’ex marito (che da quanto emerso risulterebbe completamente estraneo ai fatti), i familiari e una serie di conoscenti, ma al momento non ci sono persone indagate.

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