Questa è la lettera inviata al comune di SBT e protocollata il 22/03/2010.Ce n’è un’altra con una richiesta per un incontro, il quale c’è stato in febbraio. Alcune cose, anzi molte cose non mi quadrano, la cosa peggiore è il tono con nuove verità sulle mie non verità. Sicuramente la questione c’è sfuggita di mano. Oggi ho telefonato a Mimmo Minuto alle ore 17, siamo venuti ad una conclusione per un incontro la settimana dopo Pasqua. Forse a bocce ferme si potrà arrivare a chiarire alcune sue convinzioni e alcune delle mie. Su SBTOGGI è successo qualcosa di strano, se me ne darà occasione direttore le spiegherò in privato, mi spiace questo passaggio ma è la soluzione migliore e così le dico cosa penso.

Al Signor Sindaco
Giovanni Gaspari

Al Presidente
del Consiglio Comunale
Giulietta Capriotti

All’Assessore alla Cultura
Margherita Sorge

Comune di S. Benedetto del Tronto
Viale De Gasperi, 120

Agli organi di stampa

Da parecchi anni a San Benedetto l’uso di luoghi e spazi comunali per
iniziative di c.d. “promozione editoriale” è appannaggio quasi esclusivo di una
sola attività cittadina. Incontri e presentazioni si susseguono con cadenza
ormai quotidiana e vengono propagandati come iniziative programmate dall’
Amministrazione comunale, ma al sottoscritto appaiono invece come il frutto di
scelte episodiche di un privato, a suo diretto vantaggio commerciale. Ciò
almeno è quanto si può dedurre da una ricerca sul sito internet del Comune, che
non consente di rintracciare quando e in che forma giuridica i calendari degli
incontri con l’autore “in regime di monopolio” siano stati effettivamente
avallati con un atto ufficiale del Comune.
In una recente lettera dai toni abbastanza cordiali ho cercato un chiarimento
da parte dei vertici comunali e, in un incontro con l’Assessore alla cultura,
mi era stato chiesto di presentare un “progetto” di incontri editoriali.
Peccato però che, alla richiesta di date specifiche, mi sia stato risposto che
l’auditorium è molto ambito e che per tutti i fine settimana da qui a fine anno
è già stato prenotato. E non è difficile indovinare da chi!
La situazione si è fatta addirittura grottesca quando, alla mia richiesta
scritta di spazi alternativi (e pensavo, in cuor mio, al teatro Concordia, o
alla Casa Piacentini, o magari alla nuova Sala consiliare), mi è stato
prospettato l’utilizzo, pensate un po’, della Sala dei Vigili Urbani, nel
vecchio comune (capienza: 25 posti) o della sala del Centro Giovani, nell’ex
casa colonica, con una capacità di accoglienza di poco superiore.
E’ fin troppo evidente, a questo punto, la disparità di trattamento tra me e
l’”organizzatore ufficiale” degli incontri con gli scrittori praticata da chi
amministra la città.
Mi permetto allora di sottoporre alle SS.LL. un unico semplice quesito: il
Comune di San Benedetto ha mai formalizzato la scelta di volersi avvalere in
modo esclusivo di un solo interlocutore per presentare e promuovere gli autori
e le loro ultime fatiche editoriali? E in quale atto politico sono stati
approvati i calendari degli incontri con l’autore? Il mio non è un
interrogativo ozioso, visto che una simile autorizzazione è il necessario
presupposto giuridico per giustificare l’uso gratuito da parte di un privato di
una sala che, altrimenti, comporterebbe il pagamento di una tariffa neanche
tanto contenuta.
Penso che fare chiarezza su questo aspetto sia indispensabile, per una maggior
trasparenza nei confronti della collettività: noi cittadini abbiamo il diritto
di conoscere in che modo si gestiscono le risorse pubbliche e se viene
rispettato il fondamentale principio del rispetto delle regole.

Emidio Girolami

Caro Emidio, il nostro Oliver Panichi ha già pubblicato quanto lei scrive in questa lettera e lo ha fatto, in comunione con la redazione, da giornalista e non usando il “copia e incolla” che poco si addice ad un giornale che si rispetti e tale si ritiene. Nello stesso articolo viene data anche la nostra disponilità per eventuali spiegazioni da parte tua (vedi conflitto di interessi o altro), motivi cioè che giustificassero più concretamente la tua protesta nei confronti dell’Assessorato alla cultura in particolare. Se ci leggi, avrai capito che noi la faccia (a ragione o a torto ma in buona fede) ce la mettiamo sempre, non scappiamo mai.

Poi, visto che il “conflitto”, almeno per Minuto (ma credo anche il tuo) è diventato “commerciale” abbiamo preferito, per una specie di par-condicio, pubblicare integralmente la lettera al direttore del responsabile della Bibliofila (in risposta a tuoi commenti) e la tua che ero certa sarebbe arrivata. Con l’indiscutibile vantaggio a tuo favore dell’ultima parola.

Da parte mia mi rifaccio al commento su queste pagine di Donato Coccia: la cultura deve unire, non dividere ma vedo che già siete sulla buona strada. Io non ci vedo nulla di strano nel nostro comportamento giornalistico che è e sarà sempre trasparente ma sono curioso di conoscere le tue motivazione per quel “qualcosa di strano”. Appena possibile ti vengo a trovare. A presto.

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