GROTTAMMARE – Deluso, arrabbiato, pronto a scoperchiare il pentolone ribollente delle sue lagnanze. Vittorio Santori, consigliere regionale uscente, da oggi non è più un iscritto del Popolo della Libertà. Perciò non sarà più neanche coordinatore provinciale, carica lasciata in sospeso per via della sua recente candidatura alle regionali e affidata a Luigi Citeroni.
E sono proprio le elezioni il casus belli. L’ex Forza Italia Santori ha preso 3281 preferenze, poco meno dell’ex An Luca Vignoli (3297 voti), l’altro deluso del centrodestra. Riviera senza consiglieri regionali, Ascoli con due consiglieri (Giulio Natali e Umberto Trenta).
«Finché Remigio Ceroni sarà coordinatore regionale del partito, io non ne farò parte. Questo partito non ha democrazia interna, è fatto da gruppi di potere che lottano solo per i propri interessi, non riunisce i propri iscritti da anni, non ascolta i cittadini», dice Santori, che sostiene di esser stato fatto fuori proprio dal numero uno regionale del partito berlusconiano. «Persone a me vicine mi hanno riferito di esser state presenti a cene elettorali nel Piceno in cui Ceroni diceva di non votare me. Ora ad Ancona non ci sono consiglieri regionali della nostra Riviera. Il danno al territorio è enorme, per quanto riguarda il turismo e le questioni dell’ospedale civile, il centrodestra perde ogni riferimento.
IL CASO TRENTA Santori – che dice di non aver sollevato prima determinate questioni per rispetto al partito e al suo ruolo – pone una questione morale sul neo eletto consigliere regionale Umberto Trenta. Cita due condanne in primo grado per i reati di tentata truffa e false attestazioni riguardanti Trenta nel 1996 e nel 2003. Entrambe a danno della Regione Marche, per storie di rimborsi e danneggiamenti edilizi subiti dall’alluvione di Porto d’Ascoli nel 1992 e dal terremoto del 1997. Tira fuori gli articoli di giornale dell’epoca che riportano le notizie delle condanne in primo grado. Chiamiamo Trenta per avere chiarimenti e conferme. Santori infatti sostiene che l’esponente ascolano del Pdl abbia subìto sentenza definitiva – ed ecco il nostro dialogo avuto con il neo consigliere regionale.
«Pronto, architetto Trenta?».
«Sì».
«Siamo di RivieraOggi.it, la chiamiamo in merito ad alcune accuse mosse nei suoi confronti da Vittorio Santori in una conferenza stampa».
«Di quello che dice Santori risponderà il partito, nelle persone del coordinatore provinciale e di quello regionale del Pdl».
«Ma non l’abbiamo chiamata per una questione politica. Santori le muove accuse anche dal punto di vista personale».
«Non intendo rispondere: per le questioni penali si risponde davanti alla magistratura».
«Sì ma Santori ha portato delle copie di giornali risalenti al 2003 e al 1996, le volevamo chiedere…».
«Non rispondo».
«Ci perdoni, ma c’è stata una conferenza stampa e la stiamo chiamando proprio per darle l’opportunità di chiarire…».
«Io non rispondo…».

SANTORI CONTRO TUTTI/ IL MAP Mancanza di democrazia interna, questa la critica principale fatta al Pdl piceno. Poi cita altri fatti della politica recente: «Alle ultime elezioni provinciali, mi sono battuto perché non venissero estromesse le candidature importanti del Pdl nelle circoscrizioni di Ascoli ma Ceroni ha inserito volutamente candidature deboli in ognuna delle quattro circoscrizioni ove erano presenti i candidati del Movimento Autonomo Piceno in modo da favorirne l’elezione in danno al Pdl».
SANTORI CONTRO TUTTI/ LE SEDI DI PARTITO «Sono stato l’unico nella provincia di Ascoli a sostenere economicamente personalmente quattro sedi di partito da me aperte oltre al versamento mensile del contributo alla cassa nazionale. Nessun altro politico locale di provenienza Forza Italia ha mai dato nulla in proposito».
SANTORI CONTRO TUTTI / I CONSIGLIERI PROVINCIALI Ancora Santori: «Perfino gli impegni pubblicamente assunti non vengono mantenuti, si veda l’impegno alle dimissioni dal consiglio comunale in caso di incarico in giunta provinciale assunto da Bruno Gabrielli, Pasqualino Piunti e Filippo Olivieri che di fatto hanno impedito alla classe politica locale che li ha sostenuti di fare esperienza».
SANTORI CONTRO TUTTI / GLI ACCORDI CON L’UDC Santori sostiene addirittura che l’Udc avrebbe potuto essere alleato del Pdl in queste regionali se un anno fa ci fosse stato un accordo con i centristi alle provinciali. «L’accordo c’era, prevedeva che Ciccanti avrebbe ritirato la mozione di sfiducia contro l’allora sindaco di Ascoli Piero Celani, cedendo sulla propria candidatura a sindaco in cambio di un assessorato. Ma Celani scelse di dimettersi, così l’accordo sfumò. Ma c’è un documento che lo prova, ce l’ha Ceroni che devo dire si batté per farlo firmare. Oggi, con l’alleanza in Comune e Provincia, la corsa con l’Udc alle regionali sarebbe stata certa».

«Il Pdl non è un partito democratico, così si spiega anche il forte astensionismo», chiosa Santori. Venerdì sulla stampa sono uscite dichiarazioni dei vertici del partito, sia regionali che locali. Il coordinatore Ceroni e il suo vice Carlo Ciccioli hanno fatto quadrato sulle loro scelte, criticando Santori e dicendo che «è dura perdere stipendio e benefit da consigliere regionale» e parlando di «proiezioni della propria sconfitta su presunte cattiverie degli altri».

Ma le affermazioni di Santori sono comunque destinate a far discutere ancora. Sia i politici più o meno di professione, sia i semplici cittadini che si riconoscono in idee di centrodestra. Ma anche chi ha idee politiche opposte. A un occhio neutrale, forniscono un ampio sguardo sulla vita politica che si vede meno e che appare meno.

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