MARTINSICURO – «Più facile a Martinsicuro aprire un centro commerciale che posizionare in piazza un banalissimo distributore di informazioni». E’ l’amara constatazione del gruppo di minoranza di Città Attiva, che dal 2008 porta avanti una battaglia per l’ottenimento di una bacheca da utilizzare per le comunicazioni dell’associazione. La questione, a distanza di due anni, ancora non sembra destinata ad avere un epilogo. Anzi. Dopo una serie infinita di richieste ufficiali, di discussioni in Consiglio comunale, di atti di indirizzo formulati dall’amministrazione, di passi avanti fatti ed altrettanti indietro ripercorsi, arriva, dopo «il paradosso», quella che il gruppo civico definisce «la beffa definitiva ed immeritata». Perché la bacheca che doveva finalmente essere impiantata in piazza Cavour, a ridosso della parete nord della Chiesa parrocchiale, non rientra in uno spazio di proprietà comunale e, quindi, esula dalla competenza dell’Ente. Oltretutto l’operazione, per poter essere consentita, necessiterebbe anche del parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Ambientali.

«E’ stata l’amministrazione a decidere attraverso una delibera di giunta il posto in cui ubicarla – spiega il consigliere Andrea D’ambrosio – ed ora si accorgono che quanto avevano precedentemente stabilito non è attuabile. Se non riescono a districarsi in una questione semplice come quella del posizionamento di una bacheca, figuriamoci nei temi importanti».

Città Attiva ha da sempre rivendicato la necessità di avere uno spazio pubblico dove poter affiggere manifesti e comunicazioni, non essendocene al momento in città uno adibito a tale scopo. Da sempre infatti, per una sorta di consuetudine, i manifesti dei vari gruppi politici vengono attaccati abusivamente sul muro di un palazzo in Piazza Cavour, dove restano arbitrariamente in mostra fino a quando non vengono coperti dai successivi. Per tale motivo i consiglieri di minoranza avevano proposto che ogni gruppo consiliare avesse uno spazio apposito di cui poter usufruire. L’iniziativa seppure inizialmente approvata all’unanimità, è stata poi portata avanti solo dal gruppo civico.

«Città Attiva non vuole rendersi complice dello scempio da terzo mondo che viene effettuato in piazza con i manifesti “sul muro del pianto” – aggiunge D’Ambrosio – pertanto per una questione di decoro e senso civico abbiamo deciso di chiedere all’amministrazione di avere una bacheca. Ma tutte le difficoltà finora incontrate stanno diventando paradossali, sono senza parole».

La prima richiesta ufficiale risale infatti a maggio 2008, e nei due anni successivi si sono susseguiti solleciti con interrogazioni in diversi Consigli comunali e presentazioni di documenti agli uffici competenti, in un iter proseguito a singhiozzo e con numerose battute d’arresto. L’ultima della serie quella relativa alla comunicazione dello scorso 11 marzo, in cui l’Ufficio Tecnico specifica come il Comune non sia competente in materia: la bacheca dovendo essere ubicata a ridosso della parete della Chiesa, rientra in un’area di pertinenza privata. Essendo inoltre la chiesa un bene storico artistico, sarebbe necessario anche il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Ambientali.   

«Inutile descrivere la sensazione di autentica frustrazione che questo documento ha generato all’interno della nostra Associazione. Città Attiva, fedele come sempre alla sua origine basata sul rispetto delle regole, ha già avviato il procedimento per la richiesta di quanto prescritto. Probabilmente riusciremo ad impiantare la bacheca per il 2012».

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