SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo un messaggio che il Vescovo Gervasio Gestori rivolge a tutti i fedeli della diocesi.

Carissimi,

le festività della Pasqua sono la felice occasione per lo scambio degli auguri, che sentitamente rivolgo a tutti con vivo affetto e che accompagno con la preghiera, pensando specialmente a quanti stanno vivendo momenti di sofferenza, forse a causa di qualche malattia o per mancanza di lavoro, e sono tentati di perdere la speranza guardando al proprio futuro.

Queste feste sono anche l’occasione per riscoprire meglio il loro significato cristiano ed il loro grande valore umano. Allora ci vogliamo porre, almeno per un momento, qualche domanda giustamente provocatoria e tremendamente seria.

Ritorniamo al Venerdì santo, andiamo sul Calvario, osserviamo quello che sta accadendo. Potrà sembrare strano, ma l’evangelista Luca chiama “spettacolo” (23,48) la morte in croce di Gesù, facendo quasi pensare che la folla stesse assistendo ad una scena di teatro. La parola usata nel testo originale greco è “theoria”, dramma. Ma là sul Calvario, in quel momento, si celebrava uno spettacolo tragico, stava accadendo un evento decisivo, carico di mistero.

Ecco dunque qualche domanda: Che cosa allora è veramente accaduto? E se tutto si fermasse lì? Se Gesù morto e sepolto avesse concluso la sua vita nel sepolcro prestato da Giuseppe di Arimatea?

Sconvolgenti sarebbero le conseguenze, non tanto sotto il profilo storico, ma da un punto di vista umano: Gesù ci avrebbe ingannato, gli Apostoli sarebbero degli imbroglioni, siamo stati presi in giro. Già San Paolo scrivendo ai Corinzi affermava che vana sarebbe la nostra fede e le nostre persone di credenti sarebbero le più miserabili di questo mondo, avendo posta la nostra speranza in un uomo che non ci ha detto la verità (1 Cor 15,15ss).

La domanda non è marginale, perché tocca il centro della fede cristiana ed è il fulcro della vita di ogni discepolo di Cristo. Infatti, se Lui non fosse risorto, al massimo sarebbe stato un grande personaggio, che ha insegnato una bella dottrina ed ha proposto una buona regola di vita. Niente di più. Dunque: Gesù è stato solo un affascinante maestro di vita, un meraviglioso esempio di sapienza, una persona che si è sacrificata per amore, oppure…?

Lo “spettacolo” del Calvario continua. E come allora il capo delle guardie romane dovette riconoscere pubblicamente “Veramente costui era il Figlio di Dio”(Mt 27,54), così noi siamo invitati a ripetere quelle parole ed a vivere la profezia di Zaccaria: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”(Gv 19,37).

Il centurione romano proclamò che quel morto era Figlio di Dio prima ancora che risorgesse al mattino di Pasqua, ma la sua testimonianza diventerà un vero “contagio”, quando tre giorni dopo il morto risorge ed il sepolcro resta vuoto. Il Signore si fa vedere da Maria Maddalena e dagli Apostoli, che dapprima rimangono spaventati ed increduli e poi sono costretti dalla forza dei fatti a credere in quel morto vivo e presente, che chiede anche da mangiare e si fa toccare.

Da quella morte è scaturita la vita, la vita del Signore risorto che continua, ma anche la nostra resa nuova dalla risurrezione di Gesù. Se crediamo.

Infatti, il Risorto ci libera dai nostri peccati e da tutte quelle paure, che nascono dalla mancanza di speranza. Egli ha vinto la morte e ci dona la possibilità di guardare al futuro con occhi nuovi: non abbiamo più davanti a noi una vita vuota, perchè con il mattino di Pasqua è sorto il sole di una nuova speranza fondata sulla fede in Lui. Comunque stia la nostra vita, la gioia di Gesù Risorto ci prende profondamente e ci permette di riempire le nostre giornate di serenità, abbattendo le disperazioni, illuminando le confusioni, donando la forza di andare avanti, facendo amare la vita spesa nel fare il bene.

Non è poca cosa tutto questo. E’ la stupenda possibilità di dare senso e valore ad ogni momento e ad ogni condizione di esistenza personale e familiare. In modi diversi ne abbiamo tutti bisogno. E quindi la Pasqua è certamente una grande festa religiosa, è “la” festa cristiana per eccellenza, ma è anche una giornata dalla quale deve prendere luce la vita di ogni persona. E’ una festa che dona gioia e domanda gioia.

Carissimi, ragazzi e giovani, famiglie e comunità, anziani e malati, persone serene o depresse, credenti e indifferenti, auguro di cuore a tutti che la luce di Gesù risorto faccia esplodere di gioia la vostra vita e rinnovi le forze del vostro cammino.

Auguri. Vi benedico nel Signore

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