SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cos’hai da ridere per i risultati del Pd? Io rido e anche tanto, sei tu che non hai affatto di cosa rallegrarti. Si potrebbe ridurre così, l’ultimo scambio al vetriolo fra Giovanni Gaspari e Daniele Primavera. In rotta di collisione da tempo, ora pare proprio che il rapporto sia irrecuperabile. Guerra totale, aperta, dichiarata.
Alle dichiarazioni di Primavera («Gaspari farebbe bene a guardare in casa propria e a meditare sul risultato del suo partito»), il primo cittadino risponde con sufficienza e astio. Sufficienza, perchè dice che «Primavera può dire quello che vuole, per me non è un problema, dica pure la sua». Astio, in quanto lo accusa di incoerenza citando «gli sms che manda in giro e che poi contraddice con le sue dichiarazioni pubbliche. Dice privatamente delle cose che poi ritratta sui giornali, non gli riconosco onestà intellettuale».

Ma cosa saranno mai questi sms? La risposta di Primavera al nostro quesito è la seguente: «Mi sono semplicemente limitato a spedire un sms di congratulazioni a Loredana Emili per il risultato elettorale positivo del marito Paolo Perazzoli. Pur se le posizioni politiche ci dividono, le ho scritto, riconosco che Perazzoli ha avuto un successo strepitoso che non mi aspettavo. Però la mia critica al Partito Democratico nel suo insieme rimane, e la ritengo legittima».

Screzi al vetriolo fra ex alleati, dunque. La cosa si amplia agli equilibri della giunta Gaspari: il sindaco elogia apertamente Settimio Capriotti, suo assessore al Porto in quota Rifondazione (nel 2006, ora non più). «Uomo corretto e politico che ha una grande storia personale al contrario di qualcun altro (il riferimento gaspariano è velato ma indirizzato…a Primavera), bravo assessore che non si tocca. Settimio è una parte importante della sinistra cittadina, non è affatto solo».

Si parlava pur sempre di riso e di soddisfazione. Gaspari ride, le elezioni sono andate ok, ripete: «Nel consiglio regionale uscente il centrosinistra piceno aveva Donati e D’Isidoro, ora ci sono Donati, Perazzoli, Canzian e Camela. E dovrei corrucciarmi? Massimo Rossi se ne faccia una ragione, dura lex sed lex. Anche Canducci, il Verde più votato delle Marche, non entra in consiglio regionale. Ma mica si lancia dal Salinello».

ASSESSORATI, ANCONA Tra i quattro consiglieri regionali piceni, il sindaco spera che possano uscire due deleghe, due poltrone da assessore. Quali settori? «Non conosco un assessorato debole. Anzi sì, una delega al Piceno senza risorse è molto debole. Per il resto, oltre le deleghe sarà importante che i nostri consiglieri regionali lavorino per portare risorse anche nel Piceno».

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