Venerdì 2 aprile a Monteprandone si terrà la tradizionale Processione del Cristo Morto. In attesa della ricorrenza religiosa, ospitiamo un articolo di Fernando Ciarrocchi ricco anche di riferimenti storici
MONTEPRANDONE – Nella Santa Messa delle ore 11 del 21 marzo 2010 nella chiesa parrocchiale di “San Niccolò” di Monteprandone si è svolta la cerimonia della vestizione dei confratelli della ricostituita Confraternita della Pietà e della Morte, novità della storica Processione del Cristo Morto edizione 2010. Al significativo momento religioso, officiato dal parroco Don Francesco Ciabattoni, hanno partecipato anche i confratelli della Confraternita del Santissimo Sacramento che per la circostanza hanno funto da padrini dei confratelli della Confraternita della Pietà e della Morte.
Ricostituita perché la Confraternita della Pietà e della Morte fu istituita nel 1602, mentre l’altra del Santissimo Sacramento nel 1580. Sono due realtà che storicamente hanno avuto un ruolo importante nella vita civile ed ecclesiale di Monteprandone. La ricostituzione della Confraternita della Pietà e della Morte è avvenuta in momento storico particolarmente importante: il 150° anniversario della storica Processione del Cristo Morto. La presenza nel corteo processionale della ricostituita Confraternita della Pietà e della Morte costituisce la novità dell’edizione 2010 della storica Processione monteprandonese.
Le confraternite, tra i molteplici compiti, cui statutariamente sono chiamate ad  assolvere, hanno anche quello di partecipare attivamente all’organizzazione e allo svolgimento della Processione del Cristo Morto, di servire Dio, la Chiesa, osservare e praticare il Magistero del Sommo Pontefice e compiere atti di carità. A tal proposito il Parroco ha sottolineato che negli statuti di entrambe le Confraternite, Santissimo Sacramento e della Pietà e della Morte, è stabilito che una volta l’anno sia compiuto un gesto di carità nello spirito e nel rispetto della ragione storica propria di ciascuna confraternita.
La Confraternita della Pietà e della Morte storicamente assisteva i moribondi fino al momento della dipartita terrena. Assisteva persone abbienti e meno abbienti: quest’ultime che per vicissitudini sfavorevoli, verificatesi nel corso della loro vita, non avevano le disponibilità economiche per sostenere le spese del proprio funerale. La ricostituzione della Confraternita della Pietà e della Morte, che segue a distanza di pochi anni quella della Confraternita del Santissimo Sacramento, è un ulteriore tassello che ben inserisce nell’ambito dell’azione di recupero e valorizzazione della memoria storica monteprandonese intrapresa dieci anni or sono dal Parroco Don Francesco Ciabattoni protagonista dei numerosi interventi di restauro compiuti e in itinere nel complesso parrocchiale.
Al termine del rito della vestizione, consistito anche nella benedizione delle vesti dei confratelli, il parroco don Francesco ha ringraziato i presenti, i nuovi confratelli della Pietà e della Morte per il loro generoso impegno a servizio della Chiesa e della Confraternita stessa. Il parroco ha illustrato il bellissimo e nuovo stendardo di velluto nero  ricamato con fili color oro e impreziosito da una straordinaria immagine in rilievo del Cristo agonizzante.
Lo stendardo poggia su di una base ricavata dal tronco di una pianta d’ulivo. Una realizzazione encomiabile di notevole valore culturale voluta con determinazione e passione da Bernardo Mercatili ringraziato pubblicamente dal parroco unitamente alla ditta Monicento di Carla Isopi, di Centobuchi, che ha assemblato concretamente il nuovo stendardo, la locale Associazione Pro Loco. Un sentito grazie alla sartoria di Mario e Stefano Caponi, anche loro di Centobuchi, per aver fornito il velluto dello stendardo e la stoffa delle vesti.

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