SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «A oltre 50 mesi dalla scadenza del Contratto nazionale e dopo aver sottoscritto con l’Aiop regionale (l’associazione delle cliniche private) un accordo per erogare gli arretrati relativi al biennio 2006/2007 non riusciamo a definire un accordo per la sua applicazione presso la Casa di cura Stella Maris». Lo afferma Francesco Neroni, segretario provinciale Cgil Funzione Pubblica, anche a nome della rappresentanza sindacale della casa di cura sambenedettese.

E aggiunge: «Unica struttura sanitaria, nel panorama regionale, a non applicare l’accordo lasciando i lavoratori senza adeguamento contrattuale, nonostante che nell’incontro del 23 marzo abbiano accettato di posticipare la erogazione alla fine del periodo concordato. Il 23 marzo la Direzione aveva chiesto una settimana di tempo, aggiornando l’incontro a giovedì primo aprile per presentare una proposta definitiva». Ma Neroni sostiene che la Direzione non si sarebbe presentata all’incontro.

L’esponente sindacale poi espone delle lagnanze sulle modalità di organizzazione del lavoro: «Si continua a lavorare con livelli di assistenza e carichi di lavoro inadeguati che condizionano fortemente la qualità del servizio, costringendo gli operatori sanitari ad attività promiscue come igiene e cura del paziente, gestione vitto. La scarsa sicurezza all’interno della struttura nelle ore notturne, per il libero accesso di tutti, si tenta di sopperire con un palliativo, modificando unilateralmente l’orario di lavoro del centralino fino alle ore 22.00».

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