SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel centro cittadino tornano i gazebo all’esterno dei locali. Ma solo fino a maggio, quando in base al nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico verrà consentito solo un uso leggero dei cosiddetti “dehors”: strutture aperte, senza chiusure laterali. Fino al 30 settembre.
Dal Comune, confermano che quasi tutti gli esercizi commerciali coinvolti nei sequestri giudiziari dei dehors ordinati dalla Procura di Ascoli il 25 gennaio scorso (clicca qui) hanno presentato domanda per l’installazione di nuove strutture, in base al nuovo regolamento comunale. Ricordiamo che i gazebo fatti smantellare dalla Procura vennero considerati a tutti gli effetti degli abusi edilizi in quanto equiparabili a volumetrie non autorizzate. Per giunta, la gran parte dei locali finiti nel mirino aveva l’autorizzazione comunale per l’occupazione del suolo pubblico scaduta.

Fino ad oggi, mercoledì 31 marzo, le domande accettate sono due. Entro la fine della settimana ce ne sono altre cinque per le quali è imminente il semaforo verde. L’ordine di approvazione segue l’ordine cronologico con cui le domande sono state presentate, spiega la segretaria generale del Comune Serafina Camastra. Formalmente è il dirigente degli uffici urbanistici Germano Polidori a firmare le nuove autorizzazioni, ma lo fa ascoltando il parere della conferenza dei dirigenti comunali competenti in materia, cioè Davarpanah Farnush, Mario Laureati e il comandante della Polizia Municipale Giuseppe Coccia.

LA NOVITA’? IL PIANO DI LOCALIZZAZIONE Ma ad ogni buon conto ci si trova sotto una sorta di regime transitorio. Nei prossimi mesi – si parla di giugno o luglio – la maggioranza intende far approvare dal consiglio comunale un piano per la localizzazione dei dehors. Saranno delle norme che stabiliranno le tipologie architettoniche dei gazebo, i materiali da usare e quelli da non usare, le tipologie di tavolini e sedie. Un modo per ottenere una immagine estetica unitaria, e migliore.

Perciò potrebbe accadere che i locali che decidano ora di installare dei nuovi gazebo possano trovarsi a dover apportare ulteriori modifiche nei mesi a venire.

Ma arriva l’estate, o comunque la primavera inoltrata, e appare logico ipotizzare che gli operatori commerciali dei bar del centro attendano l’approvazione del piano di localizzazione per essere certi di cosa sarà possibile installare e cosa no.

BAGNI PER I DISABILI Se entro due anni un locale non si dovesse adeguare alle prescrizioni per l’accessibilità architettonica dei suoi interni, il Comune gli toglierebbe l’autorizzazione all’uso del suolo pubblico. Esistono locali, infatti, che giocoforza possiedono servizi igienici striminziti, per via dell’epoca in cui sono stati costruiti e per l’organizzazione interna degli spazi che si è venuta a creare, ad esempio con l’aggiunta delle cucine.

Per venire incontro alla categoria degli operatori, stimolando una messa a norma e una riqualificazione estetica, il Comune ha scelto di dare un’interpretazione estensiva a quest’ultima regola. La superficie dei nuovi bagni, infatti, sarà equiparata alla cosiddetta superficie di somministrazione interna. Si tratta dello spazio deputato al consumo di alimenti e bevande, dunque, che è decisivo per calcolare le dimensioni degli spazi esterni occupabili su suolo pubblico con i dehors.

Lo spazio occupato da gazebo e tavolini, infatti, non può superare l’80% dello spazio interno per la somministrazione. Del quale fanno parte anche i servizi igienici. In definitiva, la realizzazione di bagni più grandi in questa ottica non dovrebbe pesare sulla quantità di suolo pubblico occupato dai dehors.

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