ANCONA – Orlando Marconi assolto con formula piena (“perchè il fatto non sussiste”) dall’accusa di ricettazione e di falsa scrittura. La Corte di Appello di Ancona ribalta totalmente la sentenza emessa dal tribunale di San Benedetto nel 2004 e la condanna del “Re del Freddo” a 28 mesi di reclusione.

Secondo la sentenza di secondo grado Marconi, al momento dell’acquisto di una serie di quadri e pezzi pregiati di antiquariato, non poteva essere a conoscenza che gli oggetti provenivano da furti. E quindi fece l’acquisto in totale buona fede. Accolta la tesi dell’avvocato difensore Sergio Gabrielli di Grottammare.

Le opere d’arte e i mobili vennero acquistati da Marconi per una cifra vicina ai due milioni di euro negli anni novanta. Poi la Guardia di Finanza li pose sotto sequestro, venendo a prelevarli dalla sua azienda di Porto d’Ascoli e dalla sua abitazione. Questo perchè le indagini delle Fiamme Gialle avevano accertato che i beni provenivano da una serie di furti, alcuni da ville nobiliari e conventi nel centro Italia, alcuni (un ritratto di Cleopatra della pittrice Elisabetta Sirani) dal Museo Nazionale di Roma.

Quadri del ‘600 e del ‘700 italiano, specchiere del ‘700, insomma materiale di grandissimo pregio e valore. In primo grado venne condannato anche l’antiquario Luigi Forlini, che oggi è deceduto.

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