SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Si era accorto a tarda serata che mancava un anello dal valore di 11.500 euro nella vetrina dei preziosi. Era il 26 maggio del 2007 e dopo aver visionato il filmato di sorveglianza, ha denunciato il fatto alla Polizia. Dopo le indagini sono stati individuati i presunti autori del furto con destrezza e il 30 marzo si è aperto il procedimento penale a carico di: N.L. 58 anni, L.S. di 37 e G.S. di 27, tutte e tre donne e residenti nel nord Italia.

Martedì sono stati ascoltati nell’aula del tribunale il titolare della gioielleria sambenedettese che non si è costituito parte civile al processo e un agente della Polizia autore delle indagini. A giugno verranno esaminati i filmati di sorveglianza.
Il titolare del negozio ha rilasciato la sua versione dei fatti, ma ancor prima è stato il turno del poliziotto della sezione anticrimine che ha riportato lo svolgimento delle indagini fino all’identificazione delle donne.

Dopo la denuncia sono stati esaminati i video di sorveglianza, ha riferito l’agente. Poi le indagini a tutto campo dove sono emersi episodi di furto con lo stesso modus operandi di altri avvenuti nelle regioni del centro Italia. La segnalazione e successivamente il confronto delle foto segnaletiche sottoposte al titolare della gioielleria, avrebbero confermato l’identità delle donne.

Sul fatto gli avvocati della difesa, Andrea Ciannavei, Francesco Ciabattoni (entrambi del foro di Ascoli) e Costanza Malerba (del foro di Prato), hanno sollevato alcuni dubbi che verranno chiariti nella prossima udienza di giugno quando sarà possibile visionare i filmati di sorveglianza.

Per ora, sono note le dichiarazioni del titolare del negozio di preziosi. Per lui, le donne erano comunissime clienti che avrebbero nascosto un secondo fine amaramente scoperto in serata.

Secondo il gioielliere una delle tre donne si sarebbe avvicinata ad una vetrinetta e certa dello scudo protettivo delle altre, avrebbe sfilato sotto i suoi occhi e quelli di 2 collaboratori, un anello assai costoso senza lasciare l’ombra di un sospetto.

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