PORTO SAN GIORGIO – Se in 40 minuti di gioco, in una gara più che impegnativa, vanno a canestro (escludendo Nasini entrato negli ultimi 45 secondi) tutti e dieci i giocatori che si sono alternati durante i quattro quarti, può una squadra che sta vivendo un momento davvero magico non vincere la sua decima gara consecutiva? La domanda è di quelle palesemente retoriche che strizza l’occhio alla cabala dei numeri. Nelle ultime settimane, ci si è abituati a questo tipo di riferimenti (numerici, letterari, musicali), usati dai media per meglio descrivere quello che è lo straordinario fenomeno Sutor Montegranaro: una squadra partita in sordina, a rischio salvezza ad inizio campionato ed ora probabile candidata ai play off.

Lo dice anche coach Fabrizio Frates: «Il nostro obiettivo ora, è inevitabile dirlo, sono i play off. Cerchiamo di centrarli, ma non dobbiamo darci delle pressioni: dobbiamo giocare con tranquillità. La squadra si merita i playoff per la fatica e per il lavoro svolto. Abbiamo acquisito autostima e fiducia, ma non dimentichiamo come abbiamo iniziato la stagione. I ragazzi hanno tanto entusiasmo addosso. Tutti si sentono coinvolti e questo determina i risultati e porta le vittorie».

Riguardo l’incontro contro Cremona, nonostante alcuni gli facciano notare che sia stata giocata una partita quasi perfetta, l’allenatore sottolinea che c’è sempre qualcosa che si può migliorare: « Le partite perfette non esistono. Ogni volta che abbiamo fatto dei break abbiamo però concesso loro dei tiri. Alla fine del primo tempo, con quelle percentuali di tiro (60% da due, 71% da tre) avremmo dovuto accumulare almeno 15 punti di vantaggio. Invece Cremona era ancora in partita, staccata di soli 7 punti. Segno che in fase difensiva abbiamo concesso troppo».

Sulla difesa a zona, utilizzata sin dal primo minuto dall’allenatore della Vanoli, Attilio Caja, Frates sostiene: «Abbiamo attaccato la zona come meglio non si poteva e, quest’anno, per fortuna, la zona non l’abbiamo mai sofferta. Sapevo che Caja l’avrebbe usata, magari non subito. Giustamente, vengono qua e ci provano tutti a vincere. Così, nel preparare le partite, sempre ci chiediamo cosa faremmo se dovessimo giocare contro di noi. Prima o poi qualcuno ci doveva provare».

A quasi 4 minuti dalla fine, per la prima volta in questa stagione, il popolo gialloblu ha inneggiato all’allenatore sutorino. Riguardo questa dimostrazione di stima, Frates si dice compiaciuto: «Nessuno mi conosceva qui, se non da avversario. La fiducia che mi sono conquistato l’ho ottenuta lavorando e i riconoscimenti avuti dal pubblico sono arrivati sia perché la squadra sta vincendo, com’è giusto che sia, ma anche perché si vede l’entusiasmo con cui si gioca. Non potevo rispondere subito ai cori perché, in Serie A, a 4 minuti e mezzo dalla fine può succedere di tutto: in quel momento dovevo pensare alla gara!».

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