SAN BENEDETTO – Troppo presi dai problemi privati per dedicarsi alle questioni pubbliche. Sarebbe questa la motivazione che ha spinto molti italiani a non andare a votare, facendo aumentare dell’8% l’astensionismo rispetto alle ultime Regionali del 2005. A spiegarlo – in una nota dell’Adnkronos – è Massimo Di Giannantonio, docente di Psichiatria all’Università d’Annunzio di Chieti, secondo cui «gli italiani sono troppo presi dalle difficoltà crescenti di far quadrare i bilanci familiari, di mantenere un livello di benessere e far fronte alle esigenze cogenti, a partire da quelle che riguardano i figli. Figli che crescono e che dopo aver raggiunto un titolo di studio non trovano alcuno sbocco nel mondo del lavoro. In altre parole, gli italiani sono talmente presi dalle esigenze private e familiari da perdere di vista la dimensione pubblica e la responsabilità collettiva».

«Coloro che non sono si sono recati ai seggi – prosegue lo psichiatra – hanno pensato che andare o non andare a votare non avrebbe risolto i propri problemi personali. In altre parole è prevalsa l’attenzione al proprio “particolare” rispetto al generale, al pubblico. Un fatto sicuramente negativo – riflette ancora Di Giannantonio – soprattutto perché nelle competizioni internazionali vince, invece, proprio la coesione della struttura politica, tenuta a rigenerarsi e a offrire soluzioni ai problemi della gente, a partire dal lavoro per i giovani».

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