SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Meglio tardi che mai. Nell’ultimo giorno valido per la campagna elettorale, prima del silenzio imposto a partire dalle prime ore di sabato, il Partito Democratico si ricompatta riunendosi senza più distinzioni lungo Viale Secondo Moretti. Una delle poche occasioni, se non l’unica (fatta eccezione per la conferenza di presentazione dei candidati) per ritrovare uno di fianco all’altro Paolo Perazzoli e Pietro Colonnella, alleati sulla carta, ma per  qualcuno veri “parenti serpenti” all’interno del centrosinistra. In mezzo l'”agnello sacrificale” Stefania Spacca, alla quale però questa definizione non piace affatto.

Tutti uniti dunque, per ribadire i concetti forti del partito. Dai “no” al Nucleare e alla privatizzazione dell’acqua, alla difesa della scuola pubblica. Tra i presenti c’è chi sorride, ricordando che gran parte dei temi contestati sono al contrario i punti cardine dell’Udc, neo-alleato di Spacca i prossimi 28 e 29 marzo. Gli altri invece applaudono, specialmente quando il discorso vira su Berlusconi, condannato e non poco per la gestione della crisi economica.

Il più agguerrito pare Perazzoli che si lancia in un affondo verso Massimo Rossi e Rifondazione: «Se non fosse stato egoista oggi la Provincia non sarebbe in mano alla destra. Avrebbe potuto partecipare alle primarie, come ha fatto Vendola in Puglia, invece s’è rifiutato. Certa sinistra non ha capacità di governo. Negli anni coi suoi comportamenti è stata capace di mandare a casa Prodi e di far eleggere Berlusconi». Sul lavoro infine, l’ex sindaco sambenedettese non lesina una velata stoccata a Colonnella, promotore dell’iniziativa del salario minimo garantito ai disoccupati: «Sono stufo di sentir parlare di questo argomento in termini “assistenzialistici”».

Sul versante Pdl, Luca Vignoli opta per una chiusura della campagna elettorale in compagnia dei propri sostenitori, allo chalet “Pao”. Il consigliere comunale, «sfinito ma soddisfatto per un’esperienza che ha avuto col tempo un aumento di adesioni», si augura un miracolo, che possa regalare la vittoria a Marinelli, in una Regione storicamente “rossa”. Magari associata ad un crollo dell’Unione di Centro, che secondo il consigliere comunale sambenedettese dimezzerà i suoi consensi: «Calerà al 3%. Reputo assurdo che un maceratese domenica si ritrovi al seggio con due schede, una in cui i centristi appoggiano il centrosinistra, una in cui sorreggono il centrodestra». E avverte: «Dove sarò lunedì? Fino alle 15 a casa, poi salirò in macchina e mi recherò al cimitero di Falconara e andrò a trovare i miei nonni».

Spostandoci un po’ più a sud, troviamo il “sole che ride” dei Verdi che al Palariviera si congeda dai propri “aficionados” tra buffet, musica e belle ragazze. Lungimirante la scelta del contesto, considerando la concomitanza dell’atteso concerto di Mario Biondi capace di attirare nella struttura molti cittadini.
A chiudere la serata, Rifondazione Comunista presso Piazza Andrea Pazienza, in pieno centro, in una location ormai consueta per gli eventi pubblici di Sinistra Ecologia e Libertà. «Il patto con Pd-Udc – tuona il candidato governatore Massimo Rossi – e l’esclusione della sinistra sono stati decisi negli ovattati palazzi romani, lontani da noi e dai nostri luoghi. Lontani cioè dalla realtà delle Marche, dai problemi veri, dalle persone, dai territori che, invece, dovrebbero essere il cuore pulsante di ogni autentica decisione  politica. Ecco il nostro grande progetto: impegnarci insieme per garantire benessere, per non dissipare i nostri beni comuni, per trasformare una democrazia in mano a pochi poteri in una democrazia delle persone, più matura, responsabile, sincera».

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