SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da Gabriella Ceneri
Ricordo, molto brevemente, che 5 anni fa fui  candidata con l’Udc alle regionali in coalizione con Forza Italia (con il risultato di quasi 900 voti di preferenza) ma  4 anni fa  fui candidata alle comunali nelle liste Udc (prima dei non eletti),  2 anni fa candidata al Senato con l’Udc (candidato Premier Casini) candidatura di servizio ma accettata con convinzione, oggi nuovamente candidata alle regionali nelle liste Udc, con piena adesione al progetto regionale Udc-Unione di Centro, per Spacca Presidente.
La professione che svolgo, che comporta la piena disponibilità personale nei confronti degli assistiti e l’assolvimento degli impegni che assumo con il mandato difensivo, non mi permette di svolgere attività politica continuativa, tuttavia, quando mi è stato chiesto di collaborare, non mi sono mai tirata indietro. Candidata in 5 anni per 4 competizioni! Mi sembra di aver fatto anche più del mio dovere…
Trovo pertanto quantomeno ingenerosa la critica rivoltami e falsa l’affermazione che da cinque anni a questa parte non mi sia fatta più vedere nel partito. Quanto alla presunta pubblica adesione della sezione Udc di San Benedetto al voto per Marinelli presidente, come dallo stesso millantato e riportato dalla stampa, nel mio ruolo di dirigente nazionale affermo quanto segue.
La linea politica regionale dell’Udc Marche si è formata in seno all’organismo competente, il comitato regionale, con esercizio di democrazia e partecipazione che ho molto apprezzato. Il segretario Pettinari  lo ha regolarmente e periodicamente convocato, per consultarne i membri ed informarli puntualmente sulle iniziative, fino a quando non si è raggiunta una decisione consacrata in un documento votato all’unanimità, senza voti contrari. La linea del partito è perfettamente  rispecchiata nelle scelte di alleanze e di candidature.
Chi non condivide le scelte maggioritarie del partito e si definisce minoranza, non danneggia l’attività politica del partito, appoggiando un avversario, semmai si astiene dal voto.
Forse Marco, come pochissimi  altri, non si è accorto che il partito non è più quello di dieci anni fa e neppure di cinque anni fa:. ha un nuovo progetto politico, diverso dall’alleanza di centrodestra praticata in passato: si chiama Unione di Centro e si prefigge l’obiettivo di scardinare il bipartitismo, costruendo alleanze al centro, con i valori della cristianità, in autonomia rispetto alla destra e alla sinistra e pertanto libero di scegliere le alleanze, in occasione della elezioni amministrative, in base ai programmi.   Chi non si trova bene in questa Udc può cambiare partito: il partito è un mezzo per fare politica, non un fine. Le regionali non sono elezioni politiche e soprattutto non sono una scelta di campo. L’udc non è passata a sinistra, chi lo afferma mistifica i fatti.
Non ho mai rinnegato la mia storia politica, se Marco Lorenzetti avesse partecipato alle manifestazioni da me organizzate (sempre invitato e sempre assente) me lo avrebbe sentito dire; ma ho avuto il coraggio di lasciare Forza Italia, quando non mi sono più ritrovata nella sua linea politica  e, anche quando sono entrata  nel 2004 nei Popolari – Udeur  con un gruppo di amici, seguendo l’indicazione di un autorevole esponente di Forza Italia , per aderire al progetto centrista, non ho avuto esitazione ad allontanarmene dopo solo pochi mesi, (peraltro di intensa attività), non condividendo le  scelte del leader, che tradivano palesemente il mandato degli iscritti.
Appena in tempo, considerato quanto accadde di lì a poco!
Ero delusa e scoraggiata ed avrei lasciato la politica attiva se proprio Marco Lorenzetti, insieme all’onorevole Ciccanti, non mi avessero convinto che l’Udc era il partito giusto per me. E avevano ragione. Un partito moderato, che si ispira ai valori cristiani e che ha saputo resistere all’arroganza della politica bipartitica, uscendo rafforzato dal difficile passaggio delle politiche del 2008, un partito che oggi ha il coraggio di una scelta che ha rinnovato in modo propositivo la proposta di governo del Presidente Spacca, il quale, da candidato,  ha sottoscritto anche il documento del Forum delle Associazioni Familiari. Alle accuse di Lorenzetti – Berlusconi rispondo con le parole di Pierferdinando Casini, il quale ha detto stamattina al Tg1 che non bisogna preoccuparsi delle cattiverie di Berlusconi, anzi, più Berlusconi parla male dell’Udc e più l’Udc cresce.

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