Piceno. Bella questa storia dei conteggi su quanto la Regione Marche ha contribuito allo sviluppo del territorio ascolano e rivierasco cioè il Piceno. E fa bene Pier Paolo Flammini ad approfondire la questione perché interessa non solo il passato ma anche il futuro.

Si capisce bene che la valutazione va fatta non sulle cifre assolute bensì sulla percentuale in base alla dimensione dei vari territori provinciali. A prima vista (secondo Massimo Rossi con certezza) sembrerebbe che le cifre dettate da Spacca, per spiegare che il territorio più a sud delle Marche ha avuto un trattamento migliore delle altre province, non siano realistiche o meglio nettamente inferiori proporzionalmente rispetto al nord della nostra regione in particolare. E cioè che l’Anconacentrismo, che il sottoscritto sottolinea spesso, ci penalizza da anni fortemente e, come ha affermato ieri il socialista Sestri, la colpa potrebbe essere di chi finora ha rappresentato in Regione la provincia picena.

Per questo motivo, come dico sopra, chiarire il concetto su come è stato finora trattato il territorio nostrano è determinante più per il futuro che per il passato. I nostri nuovi rappresentanti (che siano di Spacca, di Rossi o di Marinelli non importa) dovranno in qualche modo farci recuperare il perduto con tanto di interessi. Per questo, ripeto, è molto importante chiarire oggi, venerdì 26 marzo 2010, se ha ragione Spacca (Piceno privilegiato) o Rossi (Piceno cenerentola delle Marche).

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 694 volte, 1 oggi)