ASCOLI PICENO – Aria che respiriamo, smog atmosferico: da tre mesi non si hanno notizie dei livelli delle polveri sottili e degli altri inquinanti atmosferici che quotidianamente inaliamo nei nostri polmoni. La rete di monitoraggio ambientale della Provincia di Ascoli Piceno risulta infatti ferma ai dati dell’ultimo mese dell’anno scorso e non fornisce alcuna informazione riguardo ai primi mesi del 2010. Una carenza di servizio che sopraggiunge inoltre in un periodo, quello invernale, considerato come il più a rischio per la concentrazione di inquinanti atmosferici.

È Giuseppe Serafini, dirigente del Servizio Tutela Ambientale della Provincia di Ascoli, a spiegarci le cause del problema: «Noi stiamo continuando a raccogliere i dati che ci vengono trasmessi dalle centraline ma non possiamo convalidarli poiché manca un responsabile che li ratifichi. I tre chimici che avevamo sono andati tutti alla provincia di Fermo». Alla nostra domanda su come verrà ripristinato il servizio, Serafini ha risposto: «Abbiamo proposto una convenzione con l’Arpam (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche) affinché il dipartimento provinciale dell’Arpam si occupi della convalida dei dati». Un compito che finora spettava alla Provincia di Ascoli, che si occupava tra l’altro anche del rilevamento dei dati, tramite un sistema di sei cabine collegate telematicamente al centro di raccolta.

Si tratta tuttavia di una risposta che non soddisfa il bioclimatologo Riego Gambini, che nel suo portale Meteorivierapicena.net divulga i dati sull’inquinamento ambientale riguardanti la città di San Benedetto: «Da tre mesi sto sollecitando i dirigenti del settore e le autorità locali sul problema del monitoraggio ambientale, ma raramente ho trovato ascolto o risposte. Sembra che nessuno voglia assumersi la responsabilità del disservizio, e il fatto è grave perché vi è in gioco la salute dei cittadini». Gambini ha spiegato che il problema non è nuovo per la provincia, in quanto anche lo scorso anno si sono verificate carenze nel servizio pubblico: «Non possiamo avere dati attendibili sugli sforamenti delle polveri sottili se su 356 giorni dell’anno oltre 100 non sono stati monitorati». L’esperto denuncia anche la poca chiarezza e la scarsa utilità, per fini informativi, dei dati trasmessi sul sito della Provincia, in cui si possono consultare solo i rilevamenti dell’ultimo mese: «Senza un archivio storico dei dati» , ha affermato, «i cittadini non possono avere informazioni sugli sforamenti effettuati nel corso dell’anno».

Per quanto riguarda San Benedetto, la situazione dell’inquinamento atmosferico, pur non destando per ora eccessivi allarmismi, è da tenere sotto controllo: nel 2009 nei giorni monitorati si sono verificati 31 sforamenti sui livelli delle polveri Pm10, le particelle con diametro nominale inferiore a 10 micron che per le loro dimensioni possono raggiungere i polmoni e provocare malattie dell’apparato respiratorio.

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