SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Legambiente rilancia. Se in merito al tema della “sabbia scura” nell’ultima settimana abbiamo registrato le parole dell’assessore all’Ambiente Paolo Canducci e del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca (quest’ultimo finalmente ha ammesso l’errore e, almeno a parole, ha garantito che non si ripeterà in futuro: parole scolpite negli archivi di RivieraOggi.it, a buon intenditor: i video possono essere visti cliccando sulla destra, sotto la foto), l’associazione ambientalista non ha certamente sotterrato l’ascia della contestazione (anche se un paio di settimane fa un procedimento penale intentato dalla Legambiente per quanto avvenuto a Marina Palmense ha visto il proscioglimento degli accusati).

«I circoli Legambiente del Piceno e del Fermano vogliono tornare a parlare di un argomento che nel 2009 ha occupato le prime pagine dei quotidiani locali e che potrebbe compromettere, in modo irreversibile, il turismo costiero, le peculiarità della nostra costa e dannose ricadute economiche», inizia la nota stampa, che poi continua: «Stiamo parlando della sabbia scura prelevata dal fondo marino antistante Civitanova Marche ed usata per il ripascimento dei litorali Piceni e Fermani ed in particolare, della sua incompatibilità dal momento che il ripascimento dovrebbe essere fatto con sedimenti di granulometria uguale o superiore a quello del litorale. Infatti, più le sabbie sono fini rispetto a quelle della spiaggia, più il ripascimento ha probabilità di fallire, in particolar modo nel caso delle sabbie di fondale la cui differenza è talmente elevata che il ripascimento fallirà sicuramente, come purtroppo è già accaduto più volte negli interventi fatti negli ultimi tre anni con questo tipo di sabbia».

«Riguardo al colore scuro – scrive Legambiente – dovuto ad una mineralogia diversa, va detto che le nostre spiagge sono costituite da apporti provenienti da rocce carbonatiche bianche degli Appennini mentre le sabbie usate per il ripascimento hanno minerali scuri vulcanici che provengono dalle Alpi, questo porta ad una variazione del colore della spiaggia non gradevole dal punto di vista estetico. Anche se dal punto di vista chimico si sostiene che non ci sia inquinamento, questo non significa che per le suddette ragioni, la sabbia di fondale sia compatibile con quella presente sui nostri arenili.

«I circoli Legambiente del Piceno e del Fermano chiedono ai politici, candidati alle prossime elezioni Regionali, di inserire nel loro programma le seguenti priorità: lo stop all’estrazione delle sabbie dal fondo marino antistante Civitanova Marche, il blocco del ripascimento dei litorali Piceni e Fermani con le suddette sabbie scure, l’impegno affinché il Parco Marino del Piceno, unica vera risorsa per il nostro turismo, venga realizzato e valorizzato in tempi brevi».

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