SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dissidi interni in casa Udc, le scelte di appoggiare la maggioranza Gaspari e l’alleanza alle regionali con il centrosinistra continua a non andare giù al consigliere comunale ed ex assessore Marco Lorenzetti. Gli risponde con una sorta di velato ultimatum il componente della segreteria comunale Alceo Spinozzi.

«Il tanto peggio, tanto meglio è una condizione che non paga quasi mai adeguatamente. Marco dice di essere sempre dell’Udc ma contrasta con la linea del partito sia a livello comunale, sia a livello provinciale, sia a livello regionale ed anche a livello nazionale. Non mi sembra che ci si possa ritenere appartenenti ad un partito quando non si segue più la linea indicata e quando si contesta continuamente, senza ricercare un motivo per recuperare un rapporto che si sta definitivamente sciogliendo. Personalmente ritengo che c’è sempre spazio per tentare di trovare soluzioni che evitino lo strappo permanente, occorre però una buona dose di buon senso e disponibilità. E, come dicevano i tedeschi durante l’ultimo conflitto mondiale “soldato che scappa, buono per un’altra volta”. E’ un invito a ritornare e non a continuare a fuggire».

Spinozzi poi difende le scelte del partito, critica la visione “apocalittica” di Lorenzetti e afferma che «si può dissentire, manifestare il proprio disappunto con veemenza ed ardore (meglio sarebbe nei luoghi più opportuni però), ma alla fine occorre recuperare l’equilibrio ed il buon senso in quello che si fa e, soprattutto, che si dice, altrimenti diventa una disputa senza obiettivi. Ognuno rimane ben saldo sulle proprie posizioni spargendo a mani piene la valenza delle proprie e solo proprie, ragioni. Si può dire che alla fine chi ci rimette è il partito destinato alla perdita di consensi ma questa, se mi è permesso, è una ipotesi tutta da dimostrare e, come sempre accade in questo genere di competizioni elettorali, la gente finisce per attribuire, in grossa percentuale, la propria preferenza alla persona rispetto al simbolo per il quale quest’ultima si presenta. La conta dei risultati determinerà alla fine chi ha avuto ragione e chi torto, chi ha fatto bene le proprie scelte e chi ha sbagliato, chi avrà vinto e chi perso. Certo si possono incoraggiare gli amici, i parenti ed i conoscenti a non votare o a votare diversamente, ma si rischia di perdere la propria credibilità ed il rispetto degli elettori».

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