SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il modello di sviluppo delle Marche, la crisi economica e occupazionale, le possibilità di innovazione industriale, l’ecologia. Sono i temi della prima giornata del convegno regionale della Cgil che è cominciato mercoledì a San Benedetto, presso il PalaRiviera.
Ne ha parlato il segretario generale della Cgil delle Marche Gianni Venturi aprendo il decimo congresso regionale nella storia del sindacato. Secondo Venturi alcune imprese hanno imboccato percorsi di innovazione, creando reti tra settori e territori, altre sono rimaste prigioniere delle difficoltà preesistenti, come l’Antonio Merloni.

I DATI Ventidue milioni le ore di cassa integrazione, 18 mila i lavoratori che entro fine 2010 perderanno ogni integrazione al reddito (stime Inps). Per uscire dalla crisi la Cgil invita a puntare sull’eco-industria. Secondo le previsioni messe a punto dall’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali delle Marche, il 2010 sarà ancora un anno difficile per l’occupazione. Una ripresa della domanda di lavoro si avrà forse nel 2011, intanto però la regione è tra quelle che accusano i contraccolpi più pesanti.

Nel territorio di Pesaro Urbino quasi 4100 lavoratori sono finiti in mobilità nel 2009. Nell’area di Ancona le ore complessive di cassa integrazione autorizzate lo scorso anno sono più che triplicate rispetto al 2008. A Fermo, provincia più artigiana d’Italia, l’incremento della Cigo è stato quasi del 444%. Anche nel maceratese la crisi si è fatta sentire: i disoccupati iscritti ai centri per l’impiego sono passati da 8.753 nel 2008 a 11.709 nel 2009. Le imprese, dal canto loro, hanno scelto la strada della riduzione dei costi attraverso il ricorso alle delocalizzazioni, mentre è aumentato lo sfruttamento di manodopera in nero, soprattutto nel settore calzaturiero e pellettiero. Non si sono salvate neppure le grandi aziende, anche multinazionali, presenti nella provincia di Ascoli Piceno. Qui le domande di disoccupazione ordinaria secondo i dati Inps sono state 6.500.

Il congresso Cgil dura fino a giovedì. Nel 2009 i tesserati Cgil nelle Marche, secondo i dati forniti dal sindacato, sono stati 189.601, suddivisi in 76.329 lavoratori attivi e in 113.272 pensionati. Dal 2006, data dell’ultimo congresso, gli iscritti sono aumentati complessivamente del 4% (i lavoratori attivi del 9% e i pensionati dello 0,7%).I lavoratori immigrati in quattro anni sono aumentati del 52% e costituiscono ormai il 16,5% degli iscritti tra i lavoratori attivi, mentre le lavoratrici sono il 46% dei tesserati.

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