SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’alcol e il mondo femminile. L’alcol e la gravidanza, binomio assolutamente incompatibile. L’alcol e le giovanissime che non hanno alcuna inibizione a consumare drink come e più dei propri coetanei maschi. L’alcol e le donne mature, binomio spesso associato a disagio psichico o reazione a stress.
“Pink Drinking” (giovedì 25 marzo dalle 9 in poi presso l’auditorium comunale “Tebaldini”) sarà un momento di riflessione sul consumo alcolico nelle donne italiane, vi assisteranno insegnanti, operatori sanitari, assistenti sociali, una rappresentanza delle studentesse dell’Ipsia.
ALCOL E ADOLESCENTI Da un questionario a risposte anonime diffuso nelle scuole sambenedettesi, emerge che il 59% delle ragazze delle scuole superiori consuma alcolici nei week end con gli amici (birra 43%, cocktail superalcolici fruttati 33%, vino 16%). Al 47% del campione capita di alzare troppo il gomito, il 22% ammette ubriacature totali. Il 25% dopo aver bevuto guida lo scooter. Il 36% ha assistito a risse o discussioni violente da parte di amici che avevano bevuto, al 15% è capitato di avere più facilmente rapporti sessuali dopo aver bevuto.
Si beve con facilità, senza rimorsi, inconsapevoli spesso di quanto faccia male e sia pericoloso per sé stesse e per le altre. Fino a venti anni, circa, l’alcol è ancora più tossico, perché il corpo non ha la dotazione di enzimi necessari a smaltirlo. Anche dopo, le donne sono più vulnerabili ai danni fisici dell’alcol, perché la dotazione enzimatica dell’Adh alcoldeidrogenasi è la metà rispetto all’uomo.
ALCOL IN GRAVIDANZA Gli specialisti sfatano un mito. Un bicchiere di vino, anche uno solo, al feto fa malissimo. Donne in gravidanza, astenetevi totalmente dall’alcol così come ben fate per le sigarette.
I danni per il nascituro sono la sindrome feto alcolica (Fas), parziale o totale, con possibili danni al cervello, malformazioni facciali o ritardi mentali. L’alcol assunto dalla mamma viene parallelamente assunto nella stessa quantità dal feto.
Ma secondo i dati del Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio, solo il 10% delle donne incinte smette del tutto di bere. Anche qui, forse, una maggiore informazione sarebbe necessaria.
CONSUMI Le adolescenti bevono per divertirsi, le donne mature invece associano all’abuso di alcol stati di disagio, stress, depressione. Analisi banali? Di certo possono essere le basi per un intervento di comprensione del fenomeno e di informazione. Del resto, l’alcol è una droga legalizzata. Va conosciuta e compresa.

Organizzato dall’assessorato di Loredana Emili e dal Settore Servizi alla Persona del Comune, vedrà relazioni di ginecologhe, psicologhe, specialisti delle dipendenze alcologiche come Claudio Cacaci, Daniela Orlandini, Sabrina Vici, Marisa Gagliardi, Valentino Patussi. Coordina il direttore del Consultorio Familiare Vincenzo Luciani.
Appoggia il convegno anche l’associazione nazionale Familiari Vittime della Strada, rappresentata in Riviera da Jonni Perozzi, che afferma: «Spesso si ha la sensazione che il proprio organismo possa reggere quantità anche alte di alcol. Beh, è un’illusione, la cosa migliore è non bere, se si guida un mezzo, se si è in gravidanza. Una cosa positiva è che qui nel Piceno si sta diffondendo l’abitudine del noleggio del guidatore o dell’uso dei mezzi pubblici da parte dei giovani che vanno in discoteca».

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