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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Doveva essere uno scontro a tre fra i candidati presidente alla Regione Marche. In parte lo è stato, ma ben presto il confronto tenutosi al Teatro Concordia lunedì sera (organizzato da Mimmo Minuto di ilquotidiano.it) tra Gian Mario Spacca, Massimo Rossi ed Erminio Marinelli s’è trasformato in una sorta di “guerra dei Roses” all’interno del centro-sinistra. Ancora viva infatti nell’ex presidente della Provincia di Ascoli (e nei suoi sostenitori) la delusione per una esclusione dalla coalizione in supporto del governatore uscente, inizialmente annunciata e nei mesi seguenti annullata per “volere” della “neo-sposa” Udc.

Un traguardo necessario per Spacca, per creare i propositi di una vittoria alle politiche del 2013: «Sarà un laboratorio. Senza l’apertura al centro ci saremmo imposti solo nelle solite quattro regioni rosse del Centro Italia. Con questa strategia invece possiamo formare una forte alternativa moderata a Berlusconi».

«Sono sconcertato – ha replicato Rossi – dalle dichiarazioni di Gian Mario di qualche mese fa. Ammetteva che tra le condizioni poste dai centristi vi era quella dell’assenza di qualunque simbolo riconducibile al comunismo. Siamo stati fatti fuori per volere esterno. Come si può dire che si desidera vincere unendosi con chi è a livello nazionale è favorevole alle centrali nucleari, alla privatizzazione dell’acqua e al finanziamento delle scuole paritarie?».

Un punto quest’ultimo che ha animato non poco i presenti, tra cui la giornalista del “Fatto” Sandra Amurri, alla quale tuttavia il Presidente ha ribattuto fermamente: «Ovviamente la scuola statale, come dice la Costituzione, avrà la priorità. Ma la collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale».

Marinelli, dal canto suo, ha definito il matrimonio Pd-Udc come un «fallimento della politica, provocato da personaggi in cerca d’autore. Dubito in ogni caso che tutto l’elettorato cattolico sceglierà di andare con loro. Avremo delle sorprese».

Sui progetti, il medico di Civitanova ha messo al primo posto il lavoro e l’economia: «La nostra Regione non è affatto un modello. I fallimenti delle aziende nelle Marche sono aumentati del 33%. C’è bisogno di fiducia nei campi dell’artigianato, dell’agricoltura e dell’imprenditoria. Riguardo alla viabilità, in questi anni sono stati gravemente penalizzati i distretti dell’entroterra. Sono dunque a favore del Quadrilatero e ad un rilancio dell’aeroporto di Falconara che tutt’oggi non ci collega più col nord Europa anche per colpa di mosse politiche sbagliate. Sulla Sanità infine, penso che debba finire l’epoca delle lottizzazioni. E’ necessario uno scatto da parte dei medici, che devono essere attori di un servizio che non deve avere colore politico».

Occupazione al primo posto pure nel programma di Rossi, che ha inoltre sottolineato le sofferenze di Ascoli rispetto alle restanti province. «In passato questo territorio ha ricevuto le briciole e trovo anche la delega al Piceno un’offesa per una zona che va coinvolta» E sul quadrilatero: «Rappresenta solo un grosso spreco».

In disaccordo con entrambi – ed era comprensibile – Spacca: «La crisi esiste ed è evidente, ma ha coinvolto meno le Marche rispetto al resto dell’Italia, che ha un alto grado di qualità della vita. Il sud della Regione ha avuto molte attenzioni in questi 5 anni con grandi investimenti».

Presenti in platea molti candidati locali al consiglio regionale, come Luca Vignoli, Teresa Spampanato e Vittorio Santori per il Pdl, Paolo Perazzoli e Stefania Spacca (Pd) e Daniele Primavera di Rifondazione.

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