PESARO – Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare Adriatico. Se mai si dovesse dare un titolo cinematografico al derby tutto marchigiano di basket tra la ScavoSpar Pesaro e la Sigma Coatings Montegranaro, questo probabilmente sarebbe il più significativo. Un insolito destino ha, difatti, travolto la Vuelle di Pesaro, la nobile e blasonata squadra che tanto lustro ha dato alla nostra Regione con le sue numerose vittorie. Su di lei si è abbattuto il ciclone Sutor, molto meno nobile, per nulla blasonato, detentore di minori risorse economiche, ma di sicuro di grande cuore e forza di volontà.

Travolta anche la Sutor da un insolito, ma benevolo, destino: nessuno mai avrebbe immaginato, ad inizio campionato, che Montegranaro sarebbe arrivata, imbattuta per tutto il girone di ritorno, al secondo posto in classifica, con 9 vittorie consecutive. Lo conferma coach Fabrizio Frates nel post gara: «Siamo soddisfatti per la nona vittoria di fila. E’ un momento magico e storico per la Società e per la squadra. Siamo secondi: una posizione insperata per noi. Nemmeno il più ottimista fra tutti avrebbe potuto immaginare di essere sopra a squadre di più alto lignaggio. Per fortuna, abbiamo un gruppo che ha sempre fame di gioco e di vittoria. Tuttavia, più aumentiamo nella striscia positiva, più la tensione aumenta. Oggi c’era la componente derby ed essendo il gruppo molto giovane, non sapevo in che modo avrebbe reagito. Siamo partiti un po’ contratti all’inizio, ma poi è andata bene».

L’allenatore rivolge, soprattutto, un pensiero ai numerosissimi tifosi gialloblu accorsi all’Adriatic Arena: «Abbiamo fatto la partita che i tifosi si aspettavano. La dedichiamo a loro che hanno sentito in maniera particolare questa gara, che l’hanno vissuta anche come attaccamento al territorio».

Dal punto di vista tecnico, Frates sottolinea il duplice approccio alla gara della sua squadra: «La partita ha avuto due volti: offensiva nel primo tempo e difensiva nel secondo. Nell’intervallo i ragazzi hanno capito che, a costo di sporcare le percentuali di tiro, era necessario cambiare il ritmo della gara. Continuando così, infatti, si sarebbero evidenziate le nostre lacune e avrebbero prevalso le caratteristiche di corsa e di tiro della Scavolini. Tant’è che la partita è girata come piace a noi: nel secondo tempo abbiamo perso solo 3 palle, subito 38 punti contro i 51 del primo tempo, abbassato il ritmo aumentando la fisicità dentro l’area. Abbiamo incanalato il match nei nostri binari, quelli consoni a noi e non a loro».

Il segreto di tanto successo? Il coach non si stanca mai di ripeterlo: «Questo gruppo dal primo giorno non ha sbagliato un allenamento! C’è grande serietà e, con il tempo, tutti hanno dimostrato di essere cresciuti, di aver meritato fiducia».

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