SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cantieri navali più moderni e belli da vedere, un punto di arrivo sul mare per i pedoni direttamente dalla Rotonda Giorgini, una “zona filtro” fra la città turistica e la zona commerciale e produttiva del porto. Trabucchi nel molo sud sul lato verso il mare.
Tutto questo è previsto dal piano di riordino della zona cantieristica del porto, progettato dal Comune, visto di buon occhio dall’autorità demaniale competente (la Capitaneria di Porto) e che per essere realizzato dovrà necessariamente vedere l’investimento economico da parte delle attività produttive che si trovano nella parte sud del porto sambenedettese.
«Un percorso ambizioso, che richiede tempo, ma che ora si è messo in moto», spiega il sindaco Giovanni Gaspari, mostrando i rendering dei progetti fatti dal Comune e che potranno essere realizzati dai privati (vedi immagini a lato).
Negli ultimi giorni c’è stato un nuovo incontro fra il comandante della Capitaneria di Porto Daniele Di Guardo, il consigliere comunale Lina Lazzari (che sta seguendo in prima persona l’iter), i tecnici del Comune, per mettere a punto le scelte relative alla viabilità all’interno del progetto.
Negli elaborati messi a punto dal Comune, e a cui la Capitaneria ha dato l’ok, il pezzo forte è previsto da quella che i tecnici chiamano “stecca di servizi”. Di che si tratta?
Si tratta di un collegamento moderno fra il faro e quindi la Rotonda Giorgini e l’inizio del molo sud. E’ composta da un percorso pedonale sopraelevato che parte dalla Rotonda, e che avvicinandosi al mare diventa un ponte “strallato” (retto da cavi ancorati a piloni di sostegno) che termina a sbalzo sul mare. Il percorso si chiama “stecca di servizi” perché lungo il suo sviluppo prevede uffici di rappresentanza, locali commerciali per la diportistica, locali ricreativi e culturali, ristoranti. La parte finale del percorso sarebbe un nuovo punto panoramico sul mare, rivolto verso sud, in cui il pezzo forte è il ripristino dei trabucchi (un punto progettuale stimolato dallo stesso comandante Di Guardo). Un amarcord degli anni ’60 e ’70, strutture da usare per la pesca sportiva, per la ristorazione, come punto panoramico.
Sarà la Capitaneria a decidere le modalità tecniche di realizzazione. Fermo restando che, come per quanto riguarda i cantieri, a investire dovranno essere i privati, sarà da immaginare la soluzione finanziaria da adottare.
Il Comune, spiega Gaspari, ha fatto la sua parte: progettare il riordino della zona sud del porto, per renderlo più agevole all’economia della cantieristica e più bello da vedere. Ha stabilito la cornice progettuale in base al protocollo d’intesa firmato il 13 febbraio con la Regione Marche e la Capitaneria di Porto. Ci dovrebbero essere tempi celeri, in quanto non sono previste variazioni sostanziali del dimensionamento del porto e del suo piano regolatore.
Intanto il primo punto sul quale si verificherà la fattibilità dell’intero progetto riguarda i cantieri. Stabiliti dal Comune i parametri edilizi per le ristrutturazioni (altezze e distacchi, principalmente) spetta agli imprenditori del settore presentare i progetti e iniziare i lavori. Il placet delle istituzioni c’è. Ora la palla passa agli imprenditori, che più volte in passato hanno manifestato la necessità di ampliare e modernizzare le proprie strutture, in modo da poter lavorare meglio.

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