FERMO – Metti una sequenza in latino attribuita a Jacopone da Todi, un classico letterario e spirituale, resa un capolavoro musicale (preso a modello, tra gli altri, anche da Bach) nel ‘700 dal compositore jesino Giovanni Battista Pergolesi, e aggiungi la moderna sensibilità dei docenti del Conservatorio “Pergolesi” di Fermo. Il risultato è “Stabat Mater 2010”, un lavoro collettivo che dell’opera di Pergolesi ha conservato il testo, la struttura e l’organico ma musicalmente del tutto nuovo. L’opera è stata eseguita in prima assoluta venerdì 19 marzo presso la Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori a Fermo dall’orchestra d’archi del Conservatorio, dal soprano Tania Buccini e dal contralto Chiarastella Onorati, diretti dal Maestro Daniele Giulio Moles.
Il progetto, ideato dal Maestro sambenedettese Guerrino Tamburrini e dedicato a Daniela Grassi, collega tragicamente scomparsa nel 2009, ha visto i docenti di composizione del Conservatorio “Pergolesi” (Italo Vescovo, Tonino Tesei, Guerrino Tamburrini, Roberta Silvestrini, Paolo Quilichini, Fabrizio De Rossi Re) musicare ognuno una parte della sequenza di Jacopone, secondo la propria personale sensibilità e con totale libertà nell’uso del linguaggio musicale e nei riferimenti, più o meno espliciti, all’irripetibile capolavoro, nel terzo centenario dalla nascita di Pergolesi. Il risultato, quantomai vario ma affascinante, ha colpito notevolmente il pubblico presente alla “prima”.
Nel pomeriggio di venerdì 19, sempre a Palazzo dei Priori, un seminario ha analizzato la fortuna del testo di Jacopone e dell’opera musicale di Pergolesi, con gli interventi di Paolo Petruzzi (Istituto Teologico Marchigiano di Fermo), Claudio Toscani (Università degli Studi di Milano) e Paolo Peretti (Conservatorio di Fermo). Una tradizione, quella dello “Stabat Mater”, che affonda le radici nel Medioevo e che ora è riuscita a toccare anche la contemporaneità.

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