MILANO – In merito alla notizia pubblicata in data odierna dal Fatto Quotidiano, riguardante l’appoggio che alcuni esponenti della ‘Ndrangheta nel nord Italia avrebbe dato ad alcuni uomini politici tra cui il ministro La Russa e l’europarlamentare Carlo Fidanza (nato a San Benedetto e di famiglia di origini sambenedettesi), riportiamo la nota stampa dello stesso Fidanza.
Siamo di fronte a un imbarbarimento del modo di fare giornalismo. Il mio nome è stato sbattuto in prima pagina a seguito di conversazioni private tra un imprenditore e un consigliere comunale del PdL (all’epoca dei fatti non ancora raggiunti da alcun provvedimento giudiziario) che, parlando tra loro, avrebbero detto di far votare per me (e per altri amici del PdL) alle elezioni europee del 2009. 
Da questo fatto, o meglio da questa ipotesi, si vuole lasciare intendere un mio presunto legame con la ‘ndrangheta dell’hinterland milanese; il tutto naturalmente senza che io sia mai stato interpellato a riguardo dal giornalista de “Il Fatto”.

Non ce ne sarebbe bisogno ma tengo a precisare che non sono coinvolto in alcuna inchiesta giudiziaria e che, addirittura, non esiste alcuna conversazione tra me e queste persone, né riguardo la mia campagna elettorale né tantomeno riguardo alle loro attività extra-politiche in corso di accertamento giudiziario.

Alle elezioni europee sono stato eletto con 26.822 preferenze personali, frutto di anni di militanza politica sul territorio e di una campagna elettorale fatta girando palmo a palmo Lombardia, Piemonte e Liguria e incontrando tantissima gente.

E’ particolarmente penoso che stralci di intercettazioni e verbali in cui si viene chiamati in causa indirettamente vengano dati in pasto all’opinione pubblica al solo scopo di gettare fango su persone come il sottoscritto che hanno nel proprio ufficio la foto di Paolo Borsellino e che fanno della lotta alle mafie una costante ragione di impegno.

Non sono solito denunciare i giornalisti ma qui, oltre al dato penale, c’è un profilo di scorrettezza deontologica di cui chiederò conto all’Ordine dei giornalisti. La cosa che più mi interessa ora è rassicurare gli elettori sul fatto che hanno dato fiducia a una persona perbene. Spero che questo clima di veleni e di fango finisca e si possa dare l’opportunità ai cittadini di riappassionarsi a una politica fatta di idee, valori e coerenza.

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