MASSIGNANO – Impianto energetico ad olio di girasoli a Ripatransone, i cittadini dei Comuni vicini ne parlano in una assemblea pubblica. «Non siamo contro la Texon, ma a favore della nostra vallata» esordisce così il sindaco di Massignano, Marino Mecozzi, in risposta alle polemiche di questi ultimi giorni, sulla questione della centrale a biomasse che intende installare la Texon Italia Spa.

Nella sala del ristorante “Forever Young”, mercoledì 17 marzo, tanti sono stati i quesiti posti da politici locali e cittadini all’ingegnere dell’azienda Roberto Cameli: «Perché proprio i girasoli? Si sentiranno gli odori? Importerete i semi di girasole da altre zone? Inquinamento acustico? Co2? Lei vivrebbe mai in prossimità di quella centrale?»

Cameli ha cercato di rassicurare i presenti, così:

«I girasoli sono stati scelti dagli agricoltori di Ripatransone che hanno chiesto la filiera corta e che ne produrranno per 200 ettari di terreno. Abbiamo concordato altri 50 ettari con aziende agricole di Ortezzano. Gli impianti saranno a norma e non produrranno né inquinamento acustico, né ambientale. Passo dieci ore al giorno nello stabilimento, non avrei problemi a viverci».

L’ingegnere ha negato dapprima l’emanazione di Co2 degli oli vegetali, ma si è dovuto correggere subito dopo l’intervento di Onorato Maroni, un chimico presente in platea: i valori di anidride carbonica prodotta rimarrebbero comunque sotto la soglia consentita. Per quanto riguarda il terreno da coltivare con i girasoli, ricordiamo che la Texon avrebbe bisogno di 2500 ettari. Cameli ha dichiarato di averne a disposizione per ora 250 e che si ricorrerà all’importazione dei girasoli dall’Europa. Molti del pubblico hanno obiettato sull’uso improprio, in questo caso, del termine “filiera corta”, ma per Cameli «quest’ultima si estenderebbe a tutta l’Europa».
Da queste domande emerge un solo fatto, che i Comuni limitrofi alla Texon stanno cercando di comprendere quanto si sta realizzando. I cittadini temono per la loro vallata e che la coltivazione di girasoli vada a sostituire quelle presenti.
«E’ mancato il confronto finora – continua Achille Castelli, sindaco di Montefiore- ci è stata negata la possibilità di intervenire alla radice. Non intendiamo fare un processo alle biomasse, ma alla nostra esclusione dal tavolo delle trattative. Da anni, si è instaurato un senso di solidarietà fra i piccoli Comuni, per evitare la chiusura delle scuole per la difesa dei beni culturali e per un turismo sostenibile. In questa situazione, la politica di aggregazione è venuta a mancare».

Il candidato governatore per la sinistra Massimo Rossi è intervenuto così: «Il non coinvolgimento dei Comuni limitrofi potrebbe inficiare l’atto deliberato e riaprire ad un auspicabile approfondimento. L’atteggiamento più giusto, al di là di ogni polemica, è pretendere una corretta informazione sulla centrale a biomasse: i pro e i contro. Le decisioni dovrebbero essere pianificate e conciliabili con l’interesse di tutta la collettività»

Conclude Mecozzi con un invito a Paolo D’Erasmo, sindaco di Ripatransone: «Propongo un incontro fra tutti i sindaci dei paesi coinvolti, di metterci a tavolino per studiare i documenti che riguardano le biomasse. Magari si potrebbero visitare degli impianti presenti in Italia per vedere come funzionano».

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