SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Negli ultimi tempi pare che l’Ipssar “Filippo Buscemi” abbia smarrito la tranquillità, fra scioperi, interrogazioni parlamentari, lamentazioni e proteste. Non bastano le rassicurazioni fatte dal presidente della Provincia Piero Celani sulla sicurezza strutturale dell’edificio, un gruppo di mamme contesta ugualmente il preside Giovanni D’Angelo e si rende necessario l’arrivo della Polizia con alcuni agenti e il commissario Marco Fischetto per placare gli animi.
Teatro della mattinata di tensione, l’auditorium comunale. Celani è giunto lì verso le 12 di giovedì per incontrare una rappresentanza di studenti e genitori e dare informazioni sulla sicurezza e sulla manutenzione dell’edificio scolastico, un tema sollevato nelle settimane precedenti dallo stesso preside D’Angelo.
Entro fine anno dovrebbe essere concesso il Cpi, certificato Prevenzione Incendi, a conclusione di un iter di lavori cominciato nel 2002. I problemi strutturali e di manutenzione del glorioso Istituto Alberghiero sarebbero poca roba rispetto alle condizioni di tante altre scuole. I genitori possono stare tranquilli. Questo quanto ripetuto da Celani all’assemblea. Il nulla osta provvisorio sotto la cui egida ora si trova l’istituto non dovrebbe far pensare ad una scuola insicura.
Alcuni studenti hanno ricordato un episodio che li ha spaventati, la caduta di un pezzo di metallo della struttura architettonica esterna dell’edificio, ma i tecnici della Provincia hanno rassicurato dicendo che quella porzione è stata rinforzata e messa in sicurezza con lavori ad hoc. Poi il rappresentante dei genitori Serafino Bruni ha sostenuto che ci sono computer con fili elettrici scoperti mentre alcuni studenti hanno protestato per il sovraffollamento dell’istituto che porta alla creazione di aule architettonicamente improvvisate. La Provincia ha promesso di continuare il suo monitoraggio costante, assicurando celerità per le manutenzioni più urgenti.
Il dirigente scolastico Giovanni D’Angelo in merito al sovraffollamento (1050 studenti in una scuola calibrata per 800 posti) ha spiegato: «In un primo momento si era pensato a istituire i doppi turni, ma non è pensabile far venire gli studenti tutti i pomeriggi a scuola, sia per ragioni logistiche che formative, e poi c’è un problema di trasporti per chi viene dall’hinterland. Avevamo fatto richiesta alla Provincia di trovare una succursale che potesse contenere dieci aule, ma poi sono sorte difficoltà e si è soprasseduto».
Riguardo alla lettera con cui la presidenza informava le famiglie del fatto che i loro figli avevano partecipato agli scioperi dei giorni scorsi, (scrivendo che il loro comportamento sarebbe stato oggetto di valutazione di scrutinio scolastico), D’Angelo ha affermato: «Informare i genitori del fatto che i figli non vanno a scuola è un mio obbligo di legge. Per il resto, ritengo di avere un rapporto sereno con gi studenti».

Poi l’assemblea è degenerata, fra continue interruzioni, esasperazioni che impedivano il dialogo, con la Provincia spettatore passivo in quanto ormai aveva risposto ai quesiti sui quali ha competenza. Da studenti e genitori si chiedeva conto al preside delle modalità di gestione delle risorse interne della scuola, ma interruzioni e sommosse dialettiche impedivano un sereno botta e risposta. La polemica era tutta fra alcuni genitori e il preside. Una foto scattata da questi con il suo cellulare ha fatto andare su tutte le furie due mamme, che hanno chiamato la Polizia. Attimi di tensione, poi sono arrivati alcuni agenti con il commissario Fischetto a riportare la calma.

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