SENIGALLIA – Tre sconfitte e due pareggi, questo il bottino storico della Samb a Senigallia. Con quella di martedì sera, le sconfitte diventano quattro. Una partita con una Samb moscia, nonostante i legni presi e i gol annullati con giustizia dall’arbitro.

“Un’altra prestazione così e mando tutti in ritiro”, tuona un Sergio Spina arrabbiato di brutto. Poca voglia di parlare per lui, ammette il merito della Vigor, minaccia sanzioni e poi si allontana. Giulio Spadoni è più calmo, ma lancia parole non meno di fuoco. “Una Samb superficiale, bisogna capire che non abbiamo vinto ancora nulla. Giocare così vuol dire mancare di rispetto a una società che sta facendo sacrifici e ai tanti tifosi che seguono la Samb anche di mercoledì sera in trasferta”.

Ottavio Palladini ammette quello che è stato sotto gli occhi di tutti, cioè una certa deconcentrazione che nell’ambiente era stata avvertita anche in quel secondo tempo di domenica scorsa al Riviera contro la Jesina. “Non intendo parlare dei singoli giocatori, qui è stato l’approccio complessivo alla partita ad essere sbagliato”.

Giusto e sacrosanto, sarà il vantaggio in classifica, saranno i risultati delle avversarie che oltretutto se conosciuti in anticipo come questo mercoledì possono creare ancora più rilassamento. Ma la Vigor non ha rubato nulla, è stata più squadra e ha messo in evidenza una quadratura e una grinta inopinata per la sua classifica deficitaria.

Smerilli e Caprini, alfieri dei rossoblu, mattatore e autore del gol, sono al settimo cielo, anche se consapevoli della difficoltà del loro cammino verso la salvezza. Smerilli loda l’occhio del guardialinee, che sullo zero a zero ha visto bene la palla che non era entrata, annullando il gol di Cacciatore che l’arbitro invece aveva convalidato. Caprini tuttofare, invece, oltre a segnare ha anche atterrato D’Angelo in area, e non su calcio piazzato. Che ci faceva un attaccante puro in area piccola in veste di stopper? “Beh, il mister mi aveva detto di giocare a tutto campo”, risponde candido.

Il portiere Petrini è lapidario. “Non era la Samb ad essere fuori partita, siamo stati noi ad aver giocato veramente al massimo”.

Insomma, al “Bianchelli” si è ripetuto l’eterno miracolo del calcio. L’inferiorità tecnica si può ribaltare se c’è una marcia in più dentro la testa. La Vigor l’ha avuta, la Samb no. E sarà bene che rimanga un episodio.

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