MONSAMPOLO DEL TRONTO – Erano oltre trecento i presenti alla cena elettorale organizzata dal candidato del Partito Democratico al Consiglio Regionale, Pietro Colonnella, alla quale era presente anche il candidato presidente Gian Mario Spacca: la sala del ristorante “La Campagnola” di Stella di Monsampolo infatti era gremita in ogni ordine di posto. Un bel biglietto da visita per l’ex presidente della Provincia che in qualche modo ripaga della perenne e silenziosa frattura interna un tempo agli ex Ds, ora nel Pd, piceni: lui sta da una parte, il resto dei dirigenti del partito sta dall’altra. Così tra i pur tanti politici presenti e nonostante Spacca, fra i sindaci c’erano soltanto il “padrone di casa”, l’immarcescibile Nazzareno Tacconi, e il primo cittadino di Cupra Domenico D’Annibali. Qualcuno ci ha confidato che il dopo elezioni, per il Partito Democratico nel Piceno, potrebbe condurre ad una resa dei conti definitiva: a meno che, aggiungiamo noi, per Colonnella, Perazzoli e Gionni (tutti e tre candidati) non si trovi l’equilibrio adatto.
Necessaria la premessa per capire il non detto, Colonnella ha quindi ribadito i tre punti forti del suo programma: il reddito minimo garantito come da esperienza laziale, la pressione sul governo affinché dia seguito all’accordo di programma relativo all’economia della Vallata del Tronto e della Valvibrata (ecco il perché della presenza del consigliere regionale abruzzese Giuseppe Di Luca, di Alba Adriatica) e il no al nucleare. Altro tema, quello della terza corsia dell’A14 affinché «il Piceno non sia l’imbuto delle Marche» (era presente il sindaco di Porto Sant’Elpidio Mario Andrenacci, presidente regionale Anci).
Proprio su questo aspetto Spacca ha dichiarato che «la terza corsia dell’A14 si ferma a Porto Sant’Elpidio perché in passato i sindaci di questa città e di Porto San Giorgio, di centrodestra, hanno ostacolato la progettazione di una terza corsia che potesse andare verso sud solo per motivi politici, anche perché il finanziamento era stato stanziato. L’allora ministro Di Pietro quasi li pregava di dare parere positivo, perché aveva interesse a portare la terza corsia in Abruzzo e poi fino al suo Molise, ma non fu possibile e questo va ricordato». Spacca ha poi detto che la Società Autostrade ha programmato gli investimenti fino al 2018, quindi fino a quella data sarà «possibile solo pressare le Autostrade per gli investimenti successivi».
Non è mancato da parte di Spacca un appello ai suoi elettori: «Siamo una regione sotto osservazione da tutta Italia: qui stiamo provando un accordo tra i riformisti quali noi del Pd, i Verdi, l’Idv con i moderati dell’Udc. Si tratta di un tentativo che poi potrà essere rilanciato per le elezioni del 2013 per ridare speranza alla nazione e contro il governo Berlusconi».

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