SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La realizzazione di una centrale nelle Marche non sarebbe ragionevole, dato che il bilancio energetico primario della Regione è più che positivo»: sbarcato a San Benedetto nel tardo pomeriggio di venerdì, Rocco Buttiglione ha espresso la propria opinione sull’eventualità di una futura costruzione di una centrale nucleare alla Sentina.

Una presa di posizione rigida, che tuttavia non smentisce la nota apertura dei piani alti dell’Udc a tale ipotesi: «Ribadiamo il nostro sì, ma non in questa zona, che non ne sente il bisogno».

Affermazioni care soprattutto a Gian Mario Spacca, presente al fianco dell’onorevole pugliese e più volte contestato dall’estrema sinistra per aver promosso un sodalizio proprio con i sostenitori dell’atomo nella Riviera delle Palme: «Nel programma – ha puntualizzato il Presidente uscente – è spiegato chiaramente il nostro intento. Una centrale non è pensabile in un’area vulnerabile come le Marche».

Ad accogliere l’ex Ministro dei Beni Culturali, venuto il supporto del candidato Edio Costantini, vi erano anche Amedeo Ciccanti ed il sindaco Giovanni Gaspari. Nei paraggi, ma fuori dalla porta invece Marco Lorenzetti, assente nel corso della conferenza stampa coi giornalisti. «Né io, né Nico abbiamo ricevuto alcun invito, che al contrario mi è arrivato per quel che riguardava “Per il bene di tutti- Il ruolo dei cattolici”, il convegno organizzato al Calabresi».

Incontro nel quale Costantini ha cercato di «risvegliare la coscienza politica dei cattolici, per mantenere viva la tradizione del cristianesimo sociale nel nostro territorio e superare il rischio di una disaffezione soprattutto dei giovani verso un mondo percepito come chiuso al cambiamento».

Non poteva inoltre mancare un pensiero all’importanza della famiglia, «tradizionale, formata da padre e madre». E pure in questo caso l’armonia con Spacca è parsa totale, considerato che il presidente, se rieletto, lancerà un nuovo assessorato ad hoc.

Amore a tutti gli effetti tra l’Udc ed il Pd marchigiano che probabilmente sarebbe potuto scoppiare già nel 2005 (anche se allora vi erano Margherita e Ds) se differenti alleanze a livello nazionale non l’avessero impedito: «Eravamo al Governo con l’allora Casa delle Libertà e l’accordo non fu possibile. Sono sicuro che il matrimonio con Spacca verrà recepito bene dai nostri elettori. Lo considero un processo naturale».

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