RIPATRANSONE – Si chiama Associazione Scudo e quel che ha intenzione di proteggere sono le colline picene dall’invasione dei pannelli fotovoltaici. Proprio così: perché nella sfida alla tutela ambientale persino gli amati pannelli, che sanno catturare l’energia dal sole, rappresentano un rischioso elemento di deturpamento perché, da qualche tempo, questi vengono installati non solo – o non tanto – sui tetti dei capannoni industriali e sugli edifici di civile residenza, ma anche in grandi appezzamenti di terreno.

Tanto da rischiare di deturpare, tra le altre, anche le rinomate colline del Rosso Piceno, in quella mezzaluna di terra che da Acquaviva abbraccia anche Ripatransone e Offida. Anzi, vi sono già: campi coltivati a pannelli multimediali. Per questo alcuni cittadini e alcune aziende della zona si stanno coagulando per evitare che, invece che tetti e capannoni industriali, l’energia solare debba farsi spazio tra rinomati vigneti ed (ex?) romantici panorami. Questa settimana infatti si è costituita ufficialmente l’associazione Scudo (per mezzo dell’avvocato bolognese ma di origine sambenedettese Paco D’Onofrio), comprendente 27 persone, alla cui presidenza vi è Marco Curzi dell’Oasi degli Angeli, il vice Walter Bartolomei della Cantina Ciù Ciù, e inoltre Markus Bismark rappresenta gli interessi degli operatori turistici della zona. Anche la cantina Capecci, tra gli altri, è del gruppo.

L’installazione di pannelli fotovoltaici va avanti già da diversi mesi, ma adesso è previsto una nuova aggressione al territorio, nella zona San Giovanni, in contrada Messieri di Ripatransone (la strada che collega la frazione San Savino ad Offida), e i cittadini hanno deciso di protestare in maniera compatta. Si tratta della quarta area prescelta dall’amministrazione comunale a questo scopo, con delibera dello scorso 16 dicembre, e, secondo gli associati, in un’area a tutela integrale.

L’avvocato Serena Romandini, ad esempio, ha avuto colloqui con il sindaco D’Erasmo per bloccare l’installazione ma D’Erasmo afferma, dice la Romandini,«che oramai i tempi sono troppo dilatati, e seppur un ricorso al Tar darebbe ragione ai cittadini, ecco che si andrebbe però a creare una situazione addirittura peggiore». I contestatori però fanno riferimetto ai principi approvati decreto dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2007, che, approvato con delibera anche dalla Provincia di Ascoli, sconsiglia la realizzazione di impianti fotovoltaici non integrati negli ambiti di tutela stabiliti dal Piano Paesaggistico Ambientale Regionale o dai Piani Regolatori Generali e favorisce le zone industriali, agricole e comunali.
Tra i più battaglieri nell’associazione ci sono due “piceni” adottivi: la signora Sonia Muci, originaria di Lecce, e il marito Markus Bismark, tedesco di Monaco: «Ci siamo innamorati di questi luoghi inizialmente grazie alle immagini su internet, poi abbiamo deciso di trasferci direttamente qui. Sono posti incantevoli, colline mozzafiato e vicinissime al mare, quindi, cos’altro desiderare di più? La Toscana e l’Umbria non hanno di queste possibilità. Lavoriamo nell’ambito del turismo, e negli ultimi anni come noi molte persone hanno deciso di spostarsi in queste zone. Adesso tutto rischia di essere deturpato: vi sembra possibile?»

L’associazione ci tiene a far sapere di non essere contraria allo sfruttamento dell’energia solare, ma vuole un adeguato sfruttamento della stessa e non a detrimento del paesaggio naturale del Piceno.

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