ASCOLI PICENO – Il progetto della Facoltà di Architettura è di quelli ambiziosi: vista così l’area ex Carbon potrebbe diventare un fiore all’occhiello per la città.
E’ stato esposto mercoledì pomeriggio presso la sala conferenze della libreria Rinascita durante una tavola rotonda sulla Carbon, organizzata dalla sezione di Ascoli di Italia Nostra, dal preside della Facoltà di Architettura di Ascoli Unicam Umberto Cao.

Un progetto che divide l’area in tre zone con tre diverse destinazioni d’uso. Un’area ecologica, una residenziale, ed una per il polo scientifico e tecnologico. La prima a sud, interamente adibita al verde e confinante con il parco fluviale, da attrezzare in vari modi con strutture sportive e per il tempo libero. Al centro è prevista la realizzazione del polo scientifico e tecnologico, con alcune strutture già esistenti che verranno rese agibili e quindi riqualificate: le relazioni esposte precedentemente dal professore Luigi Coccia e dall’architetto Medori hanno mostrato come, soprattutto dalla Germania, arrivino esempi fortunati di vecchie aree dismesse riqualificate integrando anche le strutture già esistenti, in precedenza adibite esclusivamente alla produzione.

Alle estremità est ed ovest dell’area saranno costruiti edifici ed abitazioni ad alto valore ecosostenibile, per lo più destinate a giovani e studenti. In particolare nel lato ovest, confinante con il viale Costantino Rozzi che conduce allo stadio, potrebbe essere realizzata una sorta di passaggio pedonale coperto da una tettoia, in corrispondenza dell’attuale marciapiede. A sud, inoltre, sorgerà una moderna piazza, confinante con l’attuale stazione ferroviaria dove in previsione della elettrificazione della linea dovrebbe nascere un importante nodo di scambio intermodale il cui primo stralcio di progetto, finanziato in parte dalla Regione Marche e in parte dalla Provincia, è stato presentato nei giorni scorsi. Intorno a tutta l’area una strada di raccordo per il traffico automobilistico.
Il vicino e ormai vecchio stadio Del Duca rappresenta anch’esso un problema da risolvere. Le ipotesi avanzate dal progetto prevedono la costruzione di un nuovo stadio a Campolungo, o al limite la realizzazione di un nuovo impianto più piccolo nella stessa area dove ora sorge il Del Duca.

Tutto questo è solo un progetto, che al momento non mette d’accordo tutti. Legambiente contesta la costruzione di edifici residenziali, Ascoli Nostra è contraria allo spostamento in periferia dello stadio e di altre strutture per evitare un ulteriore allontanamento del movimento cittadino dal centro verso le zone estreme della città.

Discorsi che in ogni caso saranno rimandati al futuro. Perché a far tornare i piedi per terra ci pensano il sindaco Castelli e il presidente della Provincia Celani, ricordando come il principale problema da risolvere sia quello della bonifica del terreno, che prevede costi altissimi con finanziamenti non facili da reperire. E’ intervenuto anche l’attuale presidente di Confindustria nonché ex direttore di Restart, la società che ha acquistato il terreno, Bruno Bucciarelli. «Acquistare l’area è stato un atto che ci sentivamo di fare per cercare di dare impulso alla sua riqualificazione – ha detto Bucciarelli – da ascolani abbiamo sentito l’obbligo di cominciare a muovere i primi passi. Ma il problema del costo per la bonifica esiste ed è molto grande, la spesa necessaria è di oltre 35 milioni di euro». Un ruolo importante potrebbe averlo la Regione, mentre il Governo eroga finanziamenti solo su progetti concreti. «L’approvazione di un progetto per la Carbon dovrà comunque essere conforme al Piano Regolatore Generale che questa amministrazione si sta impegnando a programmare. – ha affermato il sindaco Castelli – Di sicuro le due cose dovranno procedere parallelamente. Progetto e variante urbanistica dovranno esprimere idee coerenti con le linee guida del nuovo Prg».

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