Tonino Carino. Innanzitutto le mie condoglianze ai famigliari e alla comunità ascolana. Lo avrò incontrato un paio di volte in occasione dei derby tra Samb e Ascoli ma l’impressione che ho semrpe avuto è quella di un personaggio simpatico e genuino come piace a me: in troppi quando diventano famosi, quasi si vergognano, in occasioni pubbliche fuori dal proprio territorio, delle loro origini provinciali, anche qualche sambenedettese. Tonino Carino invece ha sempre esaltato pubblicamente e ovunque la sua ascolanità senza remore e senza il minimo imbarazzo. Per Tonino Carino le olive ascolane erano le più buone del mondo e Piazza del popolo la più bella del mondo. Verità che esternava con massima convinzione e semplicità. Così si fa. Bravissimo. Addio.

Un esempio contrario quasi attinente, giusto per restare in tema e per restare fedele a questa rubrica che si chiama disappunti: mi ha molto infastidito la settimana scorsa, durante il prepartita radiofonico di Juventus-Palermo, il silenzio di Franco Causio quando il cronista gli ricordava che dal Lecce era passato al Palermo e quindi alla Juventus. Anche se non è un sambenedettese di nascita, un piccolo distinguo sull’omissione della Samb, dove aveva iniziato la carriera e dalla quale fu acquistato dalla Juventus, me lo sarei aspettato.

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