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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Abbiamo una proposta dei “tre 20”: abbassare al 20% lo scaglione di aliquota Irpef più basso, ridurre al 20% la tassazione degli utili reinvestiti, ed aumentare al 20%, come in tutta Europa rispetto all’attuale 12,5%, la tassazione sugli utili dalle rendite finanziarie, per pareggiare il minor gettito delle altre due proposte»: questa è la ricetta anti-crisi dell‘Italia dei Valori che, in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo ha visto la presenza del capogruppo alla Camera Massimo Donadi a San Benedetto, per sostenere le candidature di Palma Del Zompo, Cinzia Peroni, Eldo Fanini, Dante Merlonghi, Ruggero Butteri e Sandro Donati nel Piceno.
La crisi economica è infatti per l’Idv il principale problema da affrontare, «mentre il governo del Mago Do Nascimiento Silvio Berlusconi è affaccendato da un anno e mezzo in una serie infinita di leggi ad personam, dal legittimo impedimento al lodo Alfano 1 e 2, dalla stretta sulle intercettazioni all’attacco a tutti i magistrati che fanno il loro lavoro».
Un partito in crescita anche nelle Marche («Nonostante tutto non guardiamo alle poltrone, su 13 candidati presidenti di Regione non ne esprimiamo neanche uno perché per noi sono importanti i progetti, e qualche volta, come in Campania, abbiamo fatto un passo indietro per volere della coalizione» spiega), ma con qualche problema anche qui. Se per eccesso di crescita o per scarso coordinamento, Donadi spiega, rispetto alla candidatura dell’attuale assessore regionale Sandro Donati, passato proprio prima della campagna elettorale dal Pd all’Idv, «che restiamo un partito aperto ai nuovi ingressi dalla società civile o da altri partiti perché siamo strutturati come tale soltanto da 4 o 5 anni. Dobbiamo continuare a crescere anche grazie a chi ha maturato esperienze amministrative diverse, e in questa continua trasformazione dobbiamo saper miscelare per bene le esigenze che vengono dalla base con quelle che vengono dalla guida regionale e nazionale del partito». Nonostante le proteste iniziali di cinque dei sei candidati provinciali e del coordinatore provinciale Cardilli, però, Donadi fa notare come «mi sembra che tutti abbiano capito questo nostro scopo», e ogni comprensibile diverbio sia rientrato.
Riguardo l’alleanza con l’Udc nelle Marche, Donadi afferma «che si è potuta fare sulla base di accordi programmatici regionali e perché Spacca ha ben governato, tuttavia non ci sono le condizioni di un accordo nazionale con un partito che schiera al suo interno personaggi come Cuffaro e mina temi per noi pre-programmatici come la laicità dello stato o la scuola pubblica».

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