SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Contentezza non ostentata ma consapevole, e non potrebbe essere altrimenti al “Tamburrini” di Montegiorgio, rivelatosi un frigorifero per la rigida temperatura e le ventate che dal vicino Adriatico glaciavano i presenti. Ma non i cuori degli oltre 300 tifosi presenti in tribuna, cantanti come non mai, e neanche le gambe (e le teste) dei giocatori in campo, gagliardi nell’impraticabile rettangolo di gioco, bravi a rispondere all’agonismo dei padroni di casa con una dose ancora maggiore che poi, grazie alle doti tecniche, diventa sovrastante.

Che poi, in un campionato dominato in lungo e in largo tranne che per le prime cinque giornate, si rischi persino la noia (stiamo parlando, purtroppo, di Eccellenza), questo è vero fino ad un certo punto: perché gare come quella di Montegiorgio ti fanno dire che sì, la Samb è viva, esiste, e la sua storia continua.

E’ di questo parere, ad esempio, mister Palladini: “Siamo stati concentrati e determinati fin dal primo minuto, e questo è confermato dall’imbattibilità di Chessari, arrivata a 797 minuti. Siamo contenti di aver allungato ancora un altro po’, ci godiamo la vetta e compiamo un altro piccolo passo verso l’obiettivo finale. Non dimentichiamo anche che due dei tre gol sono stati realizzati proprio da due “under”, D’Angelo, che si è oramai affermato, e Biancucci: quest’ultimo è un ragazzo sul quale puntavo da tempo e gli avevo detto di continuare ad allenarsi perché confidavo sulle sue qualità, e il suo momento sarebbe arrivato”.

Peccato che D’Angelo, al momento di festeggiare la pregevole marcatura (una incornata perfetta) abbia riportato una distorsione alla caviglia, che poi si è gonfiata, ma non valutabile appieno prima di un paio di giorni.Ad ogni modo il personaggio del giorno è lui, il giovane Biancucci, autore di una rete strepitosa, con un dribbling secco in area che ha lasciato di stucco tre avversari, e un tocco di interno destro che ha superato l’uscita disperata di Pagliarini: “Ringrazio il mister che già da alcuni mesi mi aveva detto di credere in me, e il preparatore atletico che mi stimola a velocizzare il mio gioco di gambe. Un anno fa ero in Promozione, ho bisogno di tempo per migliorare e posso giocare in diverse posizioni: sia come seconda punta, come oggi al mio ingresso, che come centrocampista centrale, ma anche come difensore centrale, all’occorrenza”. Lui, che è di Porto d’Ascoli, e che “facevo il raccattapalle ad Ogliari nel campionato 2002-03”, ha festeggiato alla grande la sua rete: una corsa di 50 metri mimando una mitraglia, e poi, salito sulla rete che divideva il campo con la tribuna, eccolo coprirsi con la sciarpetta e persino ferirsi pericolosamente sul filo spinato: “La sciarpetta era di Chessari ma l’ho tenuta in panchina perché era freddissima, quando sono entrato ho detto ai compagni di panchina che se avessi segnato l’avrei usata, e l’ho fatto. Poi, qui si festeggia con le persone che vivono vicino casa, l’emozione è fortissima”. Biancucci frequenta l’Industriale a Fermo: “In classe con me vengono anche dei ragazzi tifosi della Fermana, ma niente problemi, oltre qualche sfottò non si va”.

Felice come al solito Pulcini, giunto alla sesta marcatura stagionale, suo record personale (a Isola di Liri si era fermato a 4): “In un campo difficile abbiamo dato la dimostrazione della nostra compattezza. Il mio gol è venuto su uno schema di calcio d’angolo che proviamo spesso, anche se la palla si è abbassata sono riuscito a colpirla ed è andata bene. Adesso prepariamo per bene la gara con la Jesina, all’andata ci fu un po’ di nervosismo e ora abbiamo l’occasione di rifarci sul campo. E dobbiamo provare a vincerne cinque di fila”.

Molto soddisfatto il vicepresidente Bartolomei, secondo il quale la squadra “ha oramai preso consapevolezza della propria forza per cui anche se cambiano gli uomini i risultati sono gli stessi, merito indiscutibile degli allenatori. Siamo felici anche perché emergono dei giovani interessanti, come Biancucci”. Il direttore sportivo Spadoni, da parte sua, sottolinea “la forza della Samb e la presenza di tanti tifosi pur in una giornata del genere”. Inoltre ci tiene a ribadire la fiducia con Pino D’Angelo, responsabile del settore giovanile, con il quale “c’è stato un piccolo screzio rientrato dopo 15 minuti, mi sembra strano che questa storia sia uscita fuori dopo due settimane, ci eravamo chiariti e ribadisco la mia piena considerazione per il suo lavoro”.

L’allenatore del Montegiorgio Clerici non può che osservare come la “Samb sia di un altro pianeta, non abbia alcuna relazione con questa categoria. Noi abbiamo sbagliato lasciandoli soli in occasione dei primi due gol”.

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