SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 5 marzo è salito sul banco degli imputati un noto imprenditore del Piceno accusato di licenziamento ingiustificato e “violento”. Circa i fatti è stato ascoltato il rappresentante sindacale della parte lesa e un militare intervenuto nelle indagini.La donna chiamò i Carabinieri denunciando il suo titolare per aver usato violenza strattonandola sul pavimento, ma prima della presunta aggressione si è consulta con il suo sindacalista di fiducia che ha seguito in parte il litigio tra datore di lavoro e dipendente.

Una telefonata raccontata direttamente dall’attivista sindacale al giudice Giuliana Filippello: «La signora mi ha chiamato e io le ho detto di non abbandonare il posto di lavoro senza una lettera di licenziamento», ma poi qualcuno secondo l’uomo ha detto: «Ti faccio vedere io come ti caccio dall’ufficio» e poco dopo la chiamata è terminata. Per il teste la voce potrebbe essere quella del titolare dell’impresa ma né lui né l’imputato hanno mai parlato direttamente.
Secondo i militari intervenuti sul posto dopo la chiamata della donna, non sono stati rilevati segni di colluttazione nell’ufficio in questione ma solo una signora che stava male e che repentinamente è stata condotta in ospedale per accertamenti.

Il caso è stato rinviato a settembre per le conclusioni. Non mancheranno aggiornamenti.

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