OFFIDA – «Chi sono stati i consiglieri del presidente Celani? In quelle 24 ore cosa è successo? Sono domande che, in maniera inquietante, i cittadini di queste comunità coinvolte si chiedono incessantemente, perché ora si torna solo all’accanimento mostrato precedentemente» l’onorevole del Pd Luciano Agostini interviene sull’aspra polemica che, a proposito della chiusura dell strada provinciale Mezzina, sta dividendo i comuni della Vallata dalla Provincia.

«La riunione di lunedì 1° marzo – scrive Agostini – aveva partorito in maniera civile e costruttiva una sintesi che pur penalizzando i territori attraversati dalla Mezzina, poteva comunque rappresentare un punto di sintesi accettabile: chiusura di 5 mesi e per il secondo tratto si procedeva alla realizzazione di una bretella, oltre ovviamente all’indennizzo delle attività economiche ed alla manutenzione delle cosiddette vie alternative. Era, ed è, del tutto ovvio che per fare questo bisognava revocare l’ordinanza sulla quale pendeva, presso il Tar, un legittimo e opportuno ricorso, così come è ovvio che quell’accordo doveva essere tradotto in un atto pubblico trasparente ed alla portata di tutti i cittadini che ne avessero voluto prendere visione».

L’onorevole continua manifestando un certo stupore: «Nessuno di noi che avevamo partecipato all’incontro avrebbe mai pensato che nemmeno 24 ore dopo il presidente Celani si fosse rimangiato tutto e adesso se la prende con il comune di Offida reo solo di essere “rosso”».

Secondo Agostini, il presidente Celani, non ha nessuna argomentazione da addurre a tale comportamento: «Sceglie la strada più semplice, quella della polemica politica, mentre tutti noi siamo preoccupati degli enormi disagi e dei tanti incidenti che si determineranno nelle inadeguate strade alternative. Inoltre egli afferma che mentre noi siano a protestare, lui è al lavoro Noi ci permettiamo di suggerire che se deve lavorare come sta facendo sulla Mezzina, si prenda pure un lungo periodo di riposo: farebbe sicuramente meno danni».

Conclude Agostini, con un messaggio per Celani: «Voglio altresì rassicurare il Presidente della provincia che queste popolazioni non sono abituate a chinare la testa, o a “togliersi il cappello davanti al padrone” perché hanno sempre sudato e lottato per avere ciò che gli è dovuto e cosi faranno anche questa volta».

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