GROTTAMMARE – La Madonna di Loreto giungerà giovedì 4 marzo presso la parrocchia Madonna della Speranza di Grottammare. È previsto un intenso programma liturgico, che riportiamo di seguito.
Giovedì 4 Marzo, alle ore 18: accoglienza in Chiesa dell’immagine della Vergine Lauretana. Alle 18,30 Santa Messa presieduta dal vescovo Gervasio Gestori. Dalle 20 alle 24 vi sarà la preghiera personale e di gruppo.
Venerdì 5 marzo, alle ore 7,30 – 9,30 – 18,30 Santa Messa, durante il giorno visita e preghiera personale e di gruppo. Alle ore 21.15 Penitenziale (con confessione individuale) particolarmente per i ragazzi ed animata da un gruppo di giovani frati Francescani.
Sabato 6 Marzo, alle 7,30 – 9,30 – 18,30 S. Messa, alle 21.15 recita del Rosario e canto delle Litanie.
Domenica 7 Marzo, alle 7,30 – 10 – 11,30 S. Messa. Alle ore 15 saluto alla Madonna con preghiera finale.
Questa è l’ultima tappa della Madonna di Loreto nella nostra diocesi.

Il culto della Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana, è la statua venerata nella Santa Casa. Si tratta di una Madonna Nera: la sua particolarità è il volto scuro, comune alle icone più antiche, dovuto spesso al fumo delle lampade ad olio e delle candele. La statua originaria, risalente al XIV secolo, fu deportata in Francia dalle truppe napoleoniche nel 1797, restituita nel 1801 andò distrutta in un incendio della Santa Casa nel 1921: quella attuale risale al 1922, opera di Leopoldo Celani, ed è di legno di un cedro del Libano proveniente dai giardini del Vaticano. Durante il periodo di esilio forzato in Francia il culto della Vergine Lauretana nella Santa Casa di Loreto fu affidato al simulacro in legno di cedro (identico all’originale) oggi conservato a Cannara (Perugia) e che attualmente rimane l’unico esemplare del periodo napoleonico, dopo l’incendio del 1921, ad essere stato venerato nella Santa Casa. Il culto della Madonna Nera di Loreto è replicato in molti altri santuari in Italia e all’estero. La Madonna di Loreto è di volto scuro perché rappresenta quanto citato nel “Cantico dei Cantici” dove si dice: “Bruna sono, ma bella” e più avanti alle amiche: “Non state a guardare che sono bruna perché mi ha abbronzata il sole” (1, 5-6). Ed il Sole è figura di Dio.

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