SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Il 25 febbraio un giovane marocchino di 28 anni originario di Casablanca è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Ubriaco, sedeva nel treno regionale e alla richiesta degli agenti di polizia ferroviaria di seguirli in commissariato, l’uomo avrebbe resistito e tentato di colpirli con una bottiglia di birra. Il 2 marzo è stato convalidato il suo arresto dal giudice Giuliana Filippello che ha disposto misure cautelari in carcere in attesa del processo per direttissima.
Secondo le testimonianze dei poliziotti, il controllore li aveva chiamati a verificare un giovane marocchino senza biglietto e ubriaco che avrebbe disturbato i passeggeri del regionale fermo in stazione.

Durante il controllo, nel tragitto dal treno all’ufficio della polizia, sembrerebbe che il giovane si sia infuriato minacciando gli agenti con una bottiglia di birra che precedentemente gli era stata tolta dalle mani e gettata nel cestino dagli stessi poliziotti.

In aula l’imputato si è presentato con un occhio nero e un braccio fasciato ed ha negato tutto quello che fino al giorno prima gli operanti del suo arresto avevano dichiarato. Poi ha dichiarato al giudice che voleva recuperare la sua birra e ha sostenuto che non avrebbe fatto alcun tipo di minaccia e resistenza alla polizia.

Il giovane sembra vivere in Italia illegalmente ma a suo dire lavora come “badante” presso l’abitazione di un connazionale a Maltignano. Per lui l’avvocato difensore ha chiesto il rito abbreviato condizionato alla deposizione del capotreno, che secondo il giovane avrebbe visto tutto e che potrebbe raccontare come secondo lui sarebbero andati i fatti.

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