CASE POPOLARI. Un problema molto sentito in un momento in cui si perdono  tanti posti di lavoro e il pagamento dell’affitto va a discapito della indispensabile alimentazione quotidiana. E sì, perché molte famiglie stanno vivendo questo problema che ha caratterizzato epoche ante e post guerra. Che fare? Innanzitutto vagliare con cognizione (e senza le solite raccomandazioni) le domande, studiare bene l’impegno economico minimo necessario e porlo all’attenzione della cittadinanza che dovrà aiutare il comune. Mirati aumenti di tasse potrebbero contribuire alla risoluzione del problema. Perché è impensabile che le circa 20 abitazioni possano essere il numero giusto per soddisfare circa 300 domande che non saranno sicuramente… campate in aria. Serve quindi un investimento importante per nuovi costruzioni alle quali Stato e Comuni non possono restare insensibili. Qualcosa s’ha da fare, anche per evitare guai peggiori e cioè un aumento della delinquenza e quindi una diminuizione della sicurezza che non è solo un pericolo ma anche un costo notevole per le comunità.
GABRIELLI-VIGNOLI. Non riesco ancora a capire cosa sia successo all’interno del neonato Pdl sambenedettese dopo l’eliminazione di sigle importanti come Forza Italia e An. C’è stato un congresso (o qualcosa di simile) nel quale hanno fatto accordi come per esempio quello della spartizione orrenda delle candidature (nel Pd è successa la stessa cosa anche se lì le varie correnti non avevano sigle ben definite), 30% An, 70% Forza Italia? Mi pare di sì ed allora come è stato possibile quanto avvenuto tra Vignoli e Gabrielli in vista delle elezioni regionali marchigiane?
Per esempio, Bruno Gabrielli ha riempito la città di manifesti non da ieri ma da diverse settimane e allora perché il problema  è nato soltanto al momento della presentazione dei candidati?
Non sono perfettamente al corrente dei conflitti interni al Pdl ma quei manifesti, secondo me, andavano fermati prima, se dovevano essere fermati. Che senso avevano?

Non mi sembra che Gabrielli abbia fatto le cose di nascosto, anzi e la “scusante” che nei manifesti non era indicato il motivo della “pubblicità” non spiega nulla. Non potevano assolutamente essere un vezzo ma più probabilmente un legittimo desiderio dell’avvocato, forte del successo ottenuto in Provincia.
Credo quindi che, al di là di errori dovuti all’ambizione (che a volte cieca), la colpa non l’addebiterei ai due contendenti ma ad una grande disorganizzazione, magari naturale in un Partito così giovane, che regna nei piani alti del Pdl dove hanno probabilmente pensato più alle poltrone da ricoprire e suddividere piuttosto che alle teste pensanti di chi, a certi incarichi, legittimamente o meno aspira. Non mi è sembrata una logica di partito adatta ai tempi moderni.

Oggi dovrebbero prevalere sulle strategie spesso egoistiche, le qualità (in tutti i sensi) delle persone (che non andrebbero giudicate per il numero di candidature che, per esempio, hanno penalizzato Gabrielli e non dovevano), quando si ha a che fare con ruoli pubblici dai quali dipendono le sorti di intere comunità in un momento economico così difficile.

Per quel che mi riguarda mi stanno bene sia Gabrielli che Vignoli che avremo modo di valutare dopo per quello che faranno per i cittadini (di provincia e regione), se anche il secondo raggiungerà il proprio obiettivo. Almeno fino a quando anche le candidature non passeranno al vaglio dei cittadini prima che dei partiti.

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