SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Invasione di manifesti elettorali, città tappezzata di facce sorridenti e slogan più o meno originali. La sinistra non ci sta e lancia critiche e riflessioni.
Luca Spadoni, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, afferma: «Denunciamo che questa campagna elettorale è partita già viziata, con una occupazione feroce degli spazi pubblici di affissione. Sollecito l’attenzione del Prefetto e del sindaco perché reputiamo violate le pari opportunità dei rappresentanti politici. Non c’è un regolamento prima del periodo elettorale ufficiale, che parte 30 giorni prima dal voto e nel quale ci sono gli spazi gratuiti ripartiti fra le forze politiche».

Questa in sostanza la protesta di Spadoni: «Qui posso arrivare fin da Natale e se ho i soldi tappezzare la città di manifesti con la mia faccia, così non va. E poi serve una sobrietà da parte dei politici, c’è una crisi pazzesca e certe somme non è bello spenderle così. Chiediamo ai candidati di rendere noti sui propri siti web le fonti di finanziamento delle loro campagne». Secondo l’esponente di Sel, che oggi ha presentato ufficialmente la candidatura del sambenedettese Giorgio Mancini al consiglio regionale, si va nell’ordine di 250 euro per dieci giorni di affissione di un manifesto da sei metri per tre. Quindi 750 euro per un mese di affissione di ciascun manifesto. Esclusi i costi di stampa non irrilevanti. Moltiplicati per decine di manifesti. A cui aggiungere costi di fonica, rinfreschi, iniziative, santini.
Daniele Primavera di Rifondazione Comunista lancia una riflessione dello stesso tenore a pochi minuti di distanza, sabato mattina, nella sede del suo partito durante la presentazione della sua candidatura al consiglio regionale («un riconoscimento alla sua ottima attività di consigliere comunale», specifica il segretario cittadino di Rc Mirco Marcozzi).
«Qui in questa campagna elettorale gira veramente troppo denaro. Vorremmo capire queste spese ingenti quali garanzie di indipendenza diano ai singoli candidati. Poi la campagna elettorale questa volta è partita veramente prestissimo. Fin da Natale, diciamo, quando ancora non si conoscevano le coalizioni, le alleanze, i candidati governatore. Appare come uno spasmodico bisogno di trovare collocazioni personali in consiglio regionale, crediamo».

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