SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «E’ finita si dice alla fine», affermava nell’ultimo capitolo della saga uno stagionato Rocky Balboa, rivolgendosi ad un giovane sfidante che già alla vigilia pareva sicuro di batterlo. Un motto che potrebbe diventare di diritto lo slogan per la campagna elettorale di Luca Vignoli, ripescato dell’ultim’ora tra le fila del Popolo delle Libertà a discapito di un Bruno Gabrielli che in largo anticipo sulla tabella di marcia e senza troppe garanzie aveva iniziato una corposa campagna promozionale.

Un basso profilo premiato con una candidatura inaspettata, giunta quando i giochi sembravano fatti. Gioia e soddisfazione, che però rischiano di venire immediatamente soffocate dai tempi ristrettissimi in cui Vignoli è costretto a muoversi. Appena un mese di tempo (si voterà il 28 e 29 marzo), per tentare una scalata al consiglio regionale più ardua rispetto ai concorrenti.

«Non credo sia così», dichiara il consigliere comunale a Rivieraoggi.it . «I miei sostenitori erano da tempo informati sulla possibilità di una mia candidatura e la fase organizzativa era pronta da un bel po’, nonostante le ultime cose abbia potuto definirle solo in queste ore, quando ho avuto la notizia della mia nomina. In ogni caso, la campagna elettorale entra nel vivo adesso. Farò tante telefonate, tanti incontri, ascolterò con interesse e attenzione quello che mi vorranno dire i cittadini. Concentrerò i miei sforzi in un periodo che sarà breve e intenso; sarà una sfida bella e avvincente, una gara che si può vincere. Dopo quattordici anni di gavetta in Comune, ritenevo e ritengo di avere diritto ad una possibilità di crescita e questa è l’occasione che meritavo».

Entusiasmo a parte, non si può tuttavia negare che ci sia stato un eccessivo ritardo del Pdl per la composizione delle liste, ufficializzate proprio nell’ultimo giorno consentito. Non il miglior atteggiamento da parte di chi, teoricamente, è chiamato a “rincorrere”. «E’ vero, non è il massimo, ma penso non si debba incolpare nessuno. La scelta dei nomi è una cosa a volte che può risultare molto complessa, coinvolge persone, gruppi e non sempre è facile trovare presto le soluzioni».

A detta di voci “capitoline”, il via libera a Vignoli sarebbe arrivato direttamente dal sindaco di Roma, Alemanno, che ne avrebbe infatti imposto il reinserimento in virtù di quella spartizione percentualistica 70-30, rispettivamente spettante a Forza Italia e ad Alleanza Nazionale.

«Gianni è una persona straordinaria, prima ancora che un politico capace. E’ un amico che ho il privilegio di conoscere dal 1996. Purtroppo le candidature del Pdl sono ancora legate al sistema delle quote e questo crea problemi e tensioni. Fortunatamente questo sistema finirà quando, nel 2011, ci sarà il primo congresso. Ho aderito con convinzione al progetto di Berlusconi e devo dire ho sempre lavorato bene con i colleghi che provengono da Forza Italia».

Compreso Gabrielli, che il Revisore dei conti della Provincia ringrazia sentitamente: «Mi ha fatto l’in bocca al lupo e ha riconosciuto la mia correttezza. La nostra amicizia e collaborazione politica non finisce certo qui».

Nessun conflitto interno, sembra dunque, nonostante qualche sostenitore deluso dell’assessore provinciale al Turismo abbia immediatamente affilato i coltelli.

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