SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il diretto interessato ancora tace, ma nel frattempo comincia a formarsi un forte gruppo di sostenitori di Pino Nico, redarguito nei giorni scorsi dal deputato Udc Amedeo Ciccanti per essersi ribellato ad una compilazione delle liste in vista delle regionali che a suo avviso premierebbe solo gli “Yes men”. E così, dopo un primo fugace commento di Daniele Primavera apparso sul nostro giornale online, ecco una più articolata presa di posizione di Giorgio De Vecchis (Pdl), per nulla tenero nei confronti del parlamentare ascolano.

«Non posso non dire la mia», esordisce il consigliere comunale. «Come può un onorevole travisare i fatti e scendere così in basso? Come fa a dire che “la mamma degli imbecilli è sempre incinta” e soprattutto a chi si riferisce? Ed ancora, come fa a dichiarare che Nico è invidioso e geloso? Di cosa? L’unica cosa che si può evincere è che sia invidioso della candidatura alle regionali di Costantini e della Ceneri. Ma non può essere, dato che per Ciccanti sono stati proprio Nico e Lorenzetti a non volersi candidare».

Il discorso poi vola ovviamente al quel famigerato 23 dicembre dello scorso anno, quando Gaspari riuscì ad approvare il Bilancio di previsione 2010, grazie soprattutto al supporto di qualche “stampella”. «Astenendosi, Costantini ha sostenuto questa amministrazione. Dicendo che non l’ha votato, Ciccanti sfrutta un tecnicismo e si copre con una foglia di fico. Come può inoltre dare del bugiardo a chi sostiene che le decisioni del consigliere siano state assunte in ragione di ordini da lui impartiti, quando è stato proprio Edio ad affermarlo pubblicamente in Consiglio Comunale?»

«I fatti – continua – sono noti e incontrovertibili. Alleandosi con Spacca alle Regionali se n’è fregato del mandato elettorale di migliaia di elettori e ha pensato di portare in dote qualche regalino al Pd. Quale cosa migliore se non garantire alla sinistra la sopravvivenza in Comune, dopo che nel capoluogo di Provincia non era riuscito a ottenere nulla? Nico e Lorenzetti, persone serie, hanno rispettato pienamente il mandato elettorale ricevuto e non meritano di passare per quello che non sono. Riguardo all’onorevole invece, altro che “politica dei due forni”, qui di forno c’è solo il suo».
L’ultima frecciata velenosa riguarda infine le regole di vita cristiana decantate dallo stesso Ciccanti, a mo’ di ammonimento verso Nico: «Per lui non valgono? Anche se quello che ha esposto fosse stato vero, lui non avrebbe dovuto porgere l’altra guancia?».

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