SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ospiti della nostra redazione, in vista delle elezioni provinciali, due candidati sambenedettesi: l’esponente dell’Udc Gabriella Ceneri e quello di Sinistra Ecologia e Libertà Giorgio Mancini. Rappresentanti dei due partiti che in qualche modo si sono “scambiati” nell’appoggio a Spacca, che ora gode dell’apporto dell’Udc ma non più di quello di Sel e del resto della sinistra che candida Massimo Rossi.
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Di seguito la trascrizione del dibattito scritta in tempo reale

FLAMMINI Ceneri, non pensa che gli elettori possano essere disorientati dal suo antico passaggio da Forza Italia a Udc?

CENERI Domanda piccante, cercherò di essere piccante anche nella risposta. Con Forza Italia ho avuto esperienza positiva, l’ingresso in poltica è stato casuale ma mi ha dato possibilità di esprimermi. Fa parte della mia storia, a un certo punto dopo aver capito le mie contraddizioni interne. Alcuni consiglieri chiesero sfiducia nei miei confronti quando ero assessore, non mi dimisi perché avevo riscontro dei cittadini, ero in prima linea, c’era tanto da ascoltare. L’addio a Fi è venuto per queste contraddizioni interne, non potevo più lavorare in team, ero scollegata dal partito, mi sentivo in posizione scomoda per via di problemi politicidentro al partito. Ho resistito, ma il sindaco Martinelli dopo un consiglio comunale andato deserto ha scelto di togliermi le deleghe. La differenza fra Fi e Udc? Abissali. Ormai sto nell’Udc da sei anni, mi ha dato possibilità di maturare, è la mia seconda candidatura, la differenza è quella di un partito che all’interno ha organismi di discussione, esprime dibattito, ha posizione politica non statica ma dinamica. Consapevolezza importante del suo ruolo in politica nazionale e locale.

MANCINI Io nasco con i Democratici di Sinistra, è stata palestra politica importante per la mia formazione culturale. Nei Ds avevamo una posizione politica di minoranza, nel “correntone” con Giovanni Berlinguer e Fabio Mussi. Non abbiamo condiviso scelta di sciogliere maggior partito della sinistra italiana, nel Pd. Il Pd non ha ancora trovato identità definita, ha forte conflittualità nei gruppi dirigenti. Fanno di questa conflittuialità interna la loro forza, ma purtroppo hanno poche idee. La nostra scelta di un nuovo partito della sinistra perché non ha la paura di essere al governo, noi vogliamo essere forza di governo, per il cambiamento. La realtà è che oggi i partiti ci dimostrano che governo è inteso come gestione del potere. Oggi nelle Marche scegliamo di trovarci con Rifondazione e Massimo Rossi come candidato perché non abbiamo condiviso le scelte programmatiche e di coalizione fatte dal Pd.

FLAMMINI Accordo elettorale ha diviso la sinistra con il Pd, che si è alleato all’Udc. In campagna elettorale sentiamo tante promesse. Gradirei che prendeste un impegno da realizzare in caso di vostra elezione.

MANCINI Siamo in una delle crisi economiche più forti dal dopoguerra, forse la più forte. Si dice che la superiamo… può darsi che riparta quel meccanismo di crescita economica che noi contestiamo – il Pil non può essere unica indicazione di benessere – ma comunque rimane crisi sociale, disoccupazione che non si può cancellare. Nostra proposta è l’inserimento del reddito sociale, o reddito di cittadinanza. Proposta che non sta nel programma del centrosinistra, ed è un fattore per cui ci sentiamo contrapposti, nonostante Pietro Colonnella ora lo proponga ma non ha fatto politica in questo senso nella discussione del programma del Pd. Parliamo di sostegno (20 milioni di euro annui nel bilancio della Regione) per i settori disagiati. Poi c’è il problema della casa, non ci sono fondi regionali. Vogliamo rilanciare l’edilizia pubblica. I fondi dove li troviamo? In un bilancio di una Regione i fondi ci sono, il problema è dato dalle scelte della politica. Non è possibile che lo Stato non investa in economia, il mercato non regola tutto, la crisi ce lo ha dimostrato.

CENERI Abbiamo influito sul programma del Pd? Certo! LE nostre proposte sono state accolte da Spacca. Sono temi sui quali io mi impegnerò qualora fossi eletta. Primis l’impegno sulla sanità. Se guardiamo al Piceno, la carenza di personale, il servizio di Pronto Soccorso, le liste di attesa all’ospedale, sono argomenti rimasti ancora irrisolti dal governo regionale uscente. Abbiamo chiesto un rafforzamento delle funzioni socio sanitarie nei territori. Il processo già avviato di contenimento dei costi va portato a termine, bisogna puntare sulle eccellenze, individuare i punti in cui erogare prestazioni di livello e garantire poi cure di prima necessità ovunque. Poi mi sta a cuore la promozione e la tutela della famiglia, per cui abbiamo chiesto l’istituzione di questo nuovo assessorato alla famiglia. Un ente politico di riferimento per le problematiche della famiglia. Sostegno economico e fiscale a sostegno della famiglia naturale. Con il Governo Spacca in consiglio regionaqle si è iniziata collaborazione quando il nostro capogruppo Viventi ha fatto approvare ordine del giorno su quoziente familiare come criterio di valutazione della giusta tassazione delle famiglie. Prima era condiviso anche dal centrodestra, ma ancora a livello statale non è passato.

MANCINI L’Udc collega le famiglie solo alle famiglie fondate su matrimonio fra uomo e donna, ma oggi le famiglie sono qualcosa di diverso dal matrimonio. Non solo coppie di fatto, ma omosessuali, persone anziane e sole.

CENERI Per chiarire, la politica regionale è di quadro e di indirizzo, poi i gfondi arrivano ai Comuni che decidono politiche sociali sul territorio. La Regione non può condizionare la gestione degli ambiti sociali locali. La famiglia è effettivamente una risorsa della società, bisogna far questo per mettere in ordine certi interventi, come l’acquisto della prima casa.

In merito alla proposta del reddito sociale, è impraticabile, non ci sono i fondi.

MANCINI L’ha fatto la Puglia e il Lazio

CENERI Ma si possono soddisfare solo pochissime richieste, dare un reddito a tutti i disoccupati è utopia. Deve partire dallo Stato, una cosa del genere. Parlarne è demagogico.

MANCINI Partiamo dalla Regione perché al Governo c’è la macelleria sociale del Governo Berlusconi, mi dispiace che l’Udc non pensi agli effetti della crisi sulla gente

FLAMMINI Nel 2008 la sinistra fu cancellata dal Parlamento, alle provinciali avete perso con Massimo Rossi. Diciamo che la vostra prospettiva di governo ora è minima. Qual è la percentuale minima di suffragi che riterreste un successo?

MANCINI Domanda interessante, non credo ci sia soglia minima, tutto il consenso che prenderemo lo accetteremo. L’alleanza con il Pd e l’Udc, con il polo di centro, lo chiamo così, non lo abbiamo voluto per la discriminazione da parte dell’Udc verso Rifondazione e per le nostre proposte. Ai ricatti dell’Udc è seguita politica del Pd che li ha accettati, non è stato così in Umbria ad esempio. Ci sono regioni dove l’Udc è alleata alla destra… anche questo è un problema… Il Pd ci ha presentato le proposte dell’Udc, abbiamo chiesto di poterle discutere, l’Udc ha messo veti, non si è seduto con noi. Perché il Pd lo ha accettato.

FLAMMINI Pino Nico parla di “yes man”… che ne pensa la Ceneri?

CENERI Con Nico ho provato a chiamarlo per sapere cosa ne pensasse dell’alleanza con il Pd, ma non c’è stata occasione per parlarne e me ne dispiace. Avremmo potuto chiarire ciò che ora lui lamenta nella novstra intervista. Le candidature sono state decise anche vedendo la disponibilità delle persone, noi da parte di Nico non l’abbiamo ricevuta… Ci tengo a dire che le quote rosa in astratto sono una buiona cosa, in concreto qualche volta sono l’occasione per i partiti di relegare le donne in ruoli marginali, lo abbiamo visto anche con il Pdl che candida donne in regioni dove la vittoria del centrosinistra è sicura…. Sono nella direzione nazionale del partito, mi sembra sia sufficiente per dire che la mia non è solo candidatura di quota rosa. Io cinque anni fresca di passaggio all’Udc presi più di 800 voti, non è risultato da quota rosa. Sono stata la donna dell’Udc più votata nelle Marche.

FLAMMINI Santori (Pdl ) dice che l’elettorato dell’Udc rimarrà con il centrodestra….Cosa avete in comune con l’Idv che spesso definite giustizialista?

CENERI Credo che la risposta a Santori glielo abbia dato l’elettorato quando abbiamo deciso di andare da soli alle politiche. Qualcuno lo abbiamo perso per strada, ma noi siamo di centro, il nostro progetto è di centro. Con la nostra proposta abbiamo riportato l’interesse della politica al centro, e nel Pd abbiamo trovato disponibilità a costruire alternativa riformista al governo regionale uscente. Il nostro rapporto coni Verdi?Al nostro primo posto c’è rispetto dell’ambiente. Con l’Idv c’è da costruire un percorso per poter governare insieme, anche Di Pietro al congresso ha parlato di svolta, non solo opposizione ma anche forza di governo, lo ha detto al congresso.

MANCINI Rossi è capace di catalizzare grossi consensi? Beh prima volevo dire una cosa. Una delle motivazioni del nostro no all’alleanza è che l’Udc nelle Marche è organica alle amministrazioni di centrodestra. Il segretario regionale Pettinari è vicepresidente di giunta provinciale Macerata che è del Pdl.

Non ho preclusioni con l’Udc per battere Berlusconi, voglio discuterci partendo dalle proposte. Lo abbiamo fatto, ma l’°Udc non ha voluto fare con noi dei discorsi.

Rossi? Lo abbiamo scelto perché ha amministrato bene la Provincia di Ascoli, è uomo che rappresenta sinistra diffusa, il 20% alle provinciali lo ha dimostrato. Certo, non è vero che non fallisce mai. Le primarie di coalizione nel 2009? Il Pd non le avrebbe mai fatte, ma Rossi forse avrebbe dovuto accettarle tatticamente, come Vendola in Puglia.

CENERI L’Udc è critica verso il governo Berlusconi. Ora non si può dire che siamo contro Berlusconi e contro la sinisrtra. Le regionali sono amministrative, un altro conto è la poltica statale, lì si decidono questioni come il ritorno al nucleare. Noi abbiamo parlato con Spacca di federalismo energetico provinciale… Le Provincie possono decidere come produrre le loro energie. Noi siamo per la produzione di energia rinnovabile, eolico, solare, idroelettrico, la salvaguardia del Creato è qualcosa per cui noi ci spendiamo.

Nucleare alla Sentina? Boutade, non ci sono i presupposti per allarmarsi.

FLAMMINI Fra un anno si vota a San Benedetto, come giudicate l’amministrazione Gaspari?

MANCINI Sulla questione del nucleare, intanto, l’Udc è favorevole e lo diamo per assodato. Uno studio del Cnr dice che la Sentina potrebbe essere uno dei 15 più adeguati, quindi il problema c’è. Non è una boutade, potrebbe accadere. Se dovesse accadere, con Spacca al Governo, l’Udc come si comporterà? Questo è il mio problema, che pongo.

Su Gaspari, dico che abbiamo avuto sempre un giudizio fortemente critico. Sulla votazione del bilancio a dicembre, lì ci sono critiche forti che abbiamo fatto perché hanno cambiato maggioranza, ma senza un accordo con l’Udc – Pino Nico e Marco Lorenzetti – ma hanno fatto un accordo trasformista con singoli esponenti passati in maggioranza ma eletti con il centrodestra.

CENERI Sul nucleare dico che è questione di politica nazionale. L’Udc si esprimerà in sede nazionale. Per le regionali non si è parlato di nucleare, non se ne è discusso perché non è all’ordine del giorno. Io a titolopersonale sono assolutamente contraria, la Sentina usiamola per l’ippoterapia.

L’amministrazione Gaspari? In occasione del consiglio comunale di dicembre, il nostro Edio Costantini si è astenuto dal bilancio, non è un’approvazioine, non è un entrare in maggioranza, l’Udc a San Benedetto è ancora forza di minoranza. Poi la politica è fluida e tutto può succedere, siamo dell’idea che un commissario prefettizio a fine mandato sarebbe una sciagura per la città, ci sarebbe paralisi amministrativa. Bene che Gaspari concluda il suo mandato.

CENERI Perché votarmi? Ho esperienza alle spalle, posso affrontare con maturità un mio eventuale incarico in Regione. Cercherei di risolvere iproblemi degli asili nido, sempre meno. Aiuterei chi ha bisogno con un indirizzo politico che consenta ai Comuni di erogare i servizi.

MANCINI Credo che gli elettori debbano fare una scelta per dare consenso al nostro progetto politico, che è tentativo di ricostruire una sinistra in Italia che vuole e sa governare. Nichi Vendola, nostro leader nazionale, lo ha dimostrato. Difendiamo i servizi pubblici, le risorse, l’acqua pubblica, mentre l’Udc è per la privatizzazione perché dietro di sé ha Caltagirone. La Quadrilatero Spa? Arretramento autostrada? Bretella? Se ne parla nel Pd ma nessuno sa se servono per rilanciare o difendere il territorio. La Quadrilatero Spa nel programma della coalizione centrista è ai primi punti, ma ha un meccanismo per il quale se si dovesse fare un arretramento dell’autostrada tutti i territori affianco all’arretreamento verrebbero privatizzati, svenduti e costruiti. Per finanziare quest’opera, di quei territori la Quadrilatero prenderebbe pure l’Ici, espropriando le risorse pubbliche.

CENERI Le infrastrutture sono indispensabili, servono per le imprese, per i cittadini. Ma serve anche la metropolitana di superficie e il trasporto pubblico.

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